La Nuova Sardegna

Accusati di peculato in 94, interrogatori dal 3 giugno

Accusati di peculato in 94, interrogatori dal 3 giugno

Mariano Contu del Pdl dovrà spiegare l’utilizzo di un milione e 600mila euro Indagati in blocco i gruppi di Rifondazione comunista e dei Riformatori sardi

31 maggio 2014
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CAGLIARI. Ora il quadro dell’inchiesta-bis, quella che riguarda la tredicesima legislatura regionale, è chiaro: i nuovi indagati sono 26, che vanno ad aggiungersi ai 33 del centrosinistra per i quali il pm Marco Cocco ha chiesto e ottenuto la proroga delle indagini. In tutto, il conto degli onorevoli condannati (per ora il solo Adriano Salis), a giudizio e indagati con l’accusa di peculato aggravato legata all’uso improprio dei fondi destinati all’attività dei gruppi consiliari sale a 92, cui vanno aggiunti l’imprenditore Riccardo Cogoni e il funzionario del gruppo misto Angelo Sanna. Ai 22 nomi pubblicati nell’edizione della “Nuova” di ieri vanno aggiunti quelli di Nanni Moro (An), Paolo Pisu (Rifondazione), Franco Sergio Pisano (Riformatori) e Giuseppe Fadda (Sinistra autonomista) che è stato raggiunto da due contestazioni, facendo pensare che i nuovi indagati fossero 27. Pian piano emerge anche il quadro delle contestazioni: l'ex assessore regionale Mariano Contu (ex tesoriere Fi) avrebbe speso illegalmente un milione e 600mila euro, mentre l'ex presidente del Consiglio Claudia Lombardo è sotto accusa per 1.500 euro. A Pierpaolo Vargiu (Riformatori) il pm Cocco contesta l'uso di un milione di euro, stessa cifra per Ciriaco Davoli, che teneva la cassa di Rifondazione comunista. Per Giuseppe Fadda, prima a Rifondazione e poi a Sinistra autonomista, il conto dell’accusa ammonta a 400mila euro, mentre l'ex assessore alla sanità Antonello Liori (An) deve rispondere di 165 mila euro. Per Ignazio Artizzu (An, poi Pdl) la cifra contestata è di 180mila, Matteo Sanna (An) 120mila. Avanti con i Riformatori: Attilio Dedoni (83mila) e Franco Sergio Pisano (50mila). Il senatore di Rifondazione Luciano Uras dovrà giustificare la spesa di 70mila euro e il compagno Ignazio Paolo Pisu 39mila. Poi i consiglieri di Fortza Paris: Domenico Gallus (58mila euro), Eugenio Murgioni (43mila) e Pasquale Onida (20mila). Ancora: Antonello Licheri di Sinistra autonomista 30 mila euro, l'ex senatore ed ex commissario dell’Autorità portuale di Olbia Pdl Fedele Sanciu 6mila euro. Hanno ricevuto l’invito a comparire per 5 mila euro Nicola Rassu (Fi), Paola Lanzi (Sinistra autonomista) e Gavino Cassano (Riformatori). Più in basso l'ex assessore Udc Sergio Milia (4 mila) e Vittorio Renato Lai (ex Pdl) 2.500 euro. A Silvestro Ladu (Fortza Paris) che è già a giudizio pubblico davanti al tribunale il pm Cocco contesta altri 12 mila euro, mentre l'ex Idv Adriano Salis, già condannato in abbreviato a un anno e otto mesi, dovrà rispondere come tesoriere del gruppo Fas della spesa impropria di 225 mila euro. Infine l’ex capogruppo Pdl Mario Diana, già a giudizio immediato, il pm chiede conto di altri 143 mila euro. Gli interrogatori sono stati programmati a partire dal 3 fino al 16 giugno.

C’è poi un percorso processuale a parte che riguarda Angelo Sanna, l’ex segretario del gruppo misto passato dalla veste di testimone dell’accusa e della difesa a quello di indagato per peculato: i tabulati bancari dimostrano che ha incassato o almeno gestito - per l’accusa illegalmente - circa 200mila euro, ma il funzionario ha scelto di non presentarsi all’esame del pm Cocco. Sanna potrebbe essere chiamato in aula come indagato per reato connesso, ma in quel ruolo potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere anche nel giudizio pubblico. (m.l)

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