La Nuova Sardegna

Giovannelli: neppure un euro da Roma e Cagliari

di Felice Testa
Giovannelli: neppure un euro da Roma e Cagliari

Al convegno sulle politiche ambientali la denuncia del sindaco di Olbia Pigliaru: dallo sblocco del patto di stabilità risorse per la sicurezza del territorio

31 maggio 2014
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CAGLIARI. «Il Comune di Olbia, al momento, non ha ancora visto un euro né dallo Stato né dalla Regione. Sono passati sei mesi e i cittadini non hanno avuto ancora nulla. La Regione non ha ancora trovato neppure lo strumento tecnico per sbloccare 2.8 milioni di euro che l’amministrazione comunale mette di tasca propria. Ci sono 500 famiglie che ancora non sono tornate nelle loro case, 3mila auto distrutte e non possiamo neppure spendere i soldi che abbiamo a disposizione. L’amministrazione regionale deve liberare i Comuni dal laccio del vincolo di stabilità».

Nell’auditorium di Sa Illetta, sede di Tiscali, nel corso del convegno «Riflessioni e politiche per tutelare la bellezza del nostro paesaggio, le qualità delle nostre città, il valore della nostra terra», organizzato nell’ambito dell’iniziativa «Sardegna chi-ama», il concerto di beneficenza per le scuole colpite dall’alluvione del 18 novembre scorso, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli attacca Stato e Regione, in difesa dei sindaci che “malvolentieri portano la croce di responsabilità non loro».

Una polemica alla quale risponde, sollecitato dalle domande di Gad Lerner, in veste di moderatore, il presidente della Regione Francesco Pigliaru, appena rientrato da Roma con in tasca l’assicurazione del governo che dal 2015 la Sardegna sarà fuori dai vincoli del patto di stabilità. Un risultato che il governatore rammenta subito al sindaco di Olbia: «Ieri, abbiamo modificato definitivamente questa regola e ottenuto il risultato di liberarci del terribile vincolo del patto di stabilità. Ora potremo disporre di uno spazio finanziario maggiore. Garantisco che sarò istericamente attento perché questo spazio non si riempia di porcherie. Useremo queste risorse per la messa in sicurezza del territorio, per l'istruzione, per l'edilizia scolastica, per le bonifiche. Ci sono 110 milioni di euro, per bonificare le aree industriali, bloccati. L’Igea non funziona ma dovrà funzionare, tanto più ora che non avremo più l’alibi del patto di stabilità».

Il convegno di Sa Illetta è l’occasione per presentare l’iniziativa “Italia Paradiso”, il manifesto per tutelare e promuovere il territorio italiano, documento sottoscritto tra gli altri, anche dai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso.

«Il manifesto serve moltissimo – afferma l’europarlamentare Renato Soru – soprattutto in questo momento in cui è all’ordine del giorno della politica il destino del Piano paesaggistico regionale che ha posto un freno al consumo di territorio: una politica che non promuove l’economia, promuove la miseria. Consumare suolo agricolo è un atto criminale. La terra serve per sfamare l’umanità, è tempo anche in Sardegna di tutelare la terra. Ponendo dei vincoli all’uso del territorio non si limita l’economia, la produzione, il lavoro, si limita la rendita. Per questo è giusto porre dei vincoli. Si arrangino i redditieri, del resto siamo qui per combatterli».

Il tema del Piano paesaggistico regionale ritorna nell’intervento del presidente Pigliaru: «Il Piano regge, ha retto per 5 anni alla volontà del centrodestra di smontarlo. Il Pps è stato un tentativo elettorale di affondarlo, peraltro sbagliato, perché hanno perso. I sardi sanno che una sistema che difenda la più grande ricchezza che abbiamo, il nostro territorio, è un sistema giusto. Il Piano paesaggistico è una infrastruttura immateriale entrata nella coscienza della gente. Una lezione, una linea guida, a mio parere, anche per le altre regioni d’Italia. Da solo, tuttavia, il Piano non è sufficiente, occorre anche colmare ritardi strutturali gravi, come la mancanza del Centro funzionale di protezione civile che la Giunta si impegna a costituire entro settembre».

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