La Russa, insulto a microfono aperto dopo l’intervento del sassarese Ettore Licheri: ecco cosa è successo
Il presidente di Palazzo Madama finisce al centro delle polemiche per alcune frasi pronunciate durante la seduta del 5 marzo
Sassari Si accende anche un caso sardo attorno al fuorionda di Ignazio La Russa nell’aula del senato. Al centro dell’episodio c’è infatti il senatore sassarese del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri, bersaglio di un commento sarcastico del presidente di Palazzo Madama durante la seduta del 5 marzo. Subito dopo il suo intervento, La Russa, con il microfono rimasto aperto, si è lasciato sfuggire la parola “interventone”, in tono di scherno.
La tensione è poi salita ancora quando, infastidito dalle proteste provenienti dai banchi dell’opposizione, il presidente del senato ha pronunciato una frase pesante: «Come si chiama quel coglione che continua a urlare?». Secondo quanto riportato dai video e dai resoconti diffusi nelle ultime ore, l’insulto era rivolto al senatore del Partito democratico Antonio Nicita. Una volta ricevuto il nome, La Russa ha aggiunto: «Nicita, abbiamo apprezzato il suo intervento».
L’episodio è riemerso a distanza di alcuni giorni dalla seduta del 5 marzo, durante la quale a Palazzo Madama si discuteva della richiesta di aiuti ai Paesi del Golfo colpiti dalle rappresaglie iraniane. Il passaggio non compare nei resoconti stenografici ufficiali, ma il clima di forte agitazione in aula è confermato dal verbale della seduta, nel quale la presidenza richiama più volte i senatori tra commenti e proteste.
Per la Sardegna, il nome che emerge in questa vicenda è quello di Ettore Licheri, avvocato sassarese, eletto al senato con il Movimento 5 Stelle e già capogruppo pentastellato a Palazzo Madama. È il suo intervento ad aver preceduto il primo commento sarcastico di La Russa, in un passaggio che ha finito per trasformare una normale dialettica parlamentare in un caso politico.
