«Troppi vincoli, turisti in fuga»
La nautica sarda ha interesse primario nel Nord Est dell’isola, con prevalenza nell’area della Costa Smeralda. Ma praticare il diportismo, secondo il conte Luigi Donà dalle Rose (nella foto), che ha...
La nautica sarda ha interesse primario nel Nord Est dell’isola, con prevalenza nell’area della Costa Smeralda. Ma praticare il diportismo, secondo il conte Luigi Donà dalle Rose (nella foto), che ha fondato Porto Rotondo nel 1964, non è sempre facile. Cita l’accessibilità negata all’isola di Mortorio, poco distante da Porto Rotondo, a causa delle limitazioni imposte dal Parco nazionale della Maddalena. «Molti diportisti non vengono più, tanti hanno persino venduto la barca». Entrano in gioco anche i costi, i controlli (la finanza suscita fastidio), la crisi. Ma l’ambiente non è valore secondario. Augusto Navone, direttore dell’Area marina protetta di Tavolara, spiega: «Dal 2008 al 2012 il naviglio da diporto nell’Area è calato, sono calati del 30% anche i sinistri in mare. È cresciuto l’interesse per l’ambiente: abbiamo registrato 25mila immersioni di sub all’anno». È stato messo a punto un progetto (finanziato da partner privati francesi) di mappe per ancoraggi senza conflitti ambientali. «Noi chiediamo l’accesso alle isole per poter godere e ammirare l’ambiente», insiste il conte Donà dalle Rose. Ne parlerà con tutti gli assessori regionali che dai prossimi giorni andrà a trovare in sede. (gpm)
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