Oristano, l’aggressore resta in cella
Pentito di aver accoltellato la ragazza, ma il giudice non lo scarcera
ORISTANO. Le porte del carcere, per ora, non si aprono. Ma di fronte ai giudici, sebbene non trapelino esattamente le sue parole, il ragazzo autore dell’aggressione alla compagna di scuola ha già mostrato i segni di un pentimento e la consapevolezza di aver compiuto un gesto di una gravità estrema che lo costringe a imboccare una strada dalla quale si esce in un solo modo: ovvero con la riabilitazione graduale e la presa di coscienza del valore negativo della violenza.
L’interrogatorio di garanzia del giovane di un paese del Nuorese che aveva aggredito a coltellate la compagna di scuola di un paese dell’Oristanese, all’ingresso dell’istituto Othoca, è durato un’ora e mezza o poco più. Il pubblico ministero Ignazio Chessa non era presente, ma aveva precedentemente richiesto la convalida della misura cautelare in carcere che poi è stata accordata dal giudice Giovanni La Rocca.
Il ragazzo, assistito dall’avvocato Gianfranco Siuni, ha voluto rispondere alle domande. Ovviamente nessun tentativo di negare di essere stato il protagonista dell’aggressione e da lui sono arrivate anche le conferme che da tempo si era innamorato della ragazza che però l’aveva puntualmente respinto. Ha poi raccontato altri episodi della vita scolastica e degli sporadici faccia a faccia con la ragazza, con la quale, al di là dei messaggi aggressivi che le erano stati inviati col telefonino, c’erano stati anche dei tentativi di chiarimento. Tutto questo, oltre al ravvedimento, non è però bastato perché si arrivasse a una misura alternativa al carcere.
Adesso l’avvocato difensore, dopo aver letto le motivazioni che hanno portato alla decisione del giudice, deciderà se presentare riesame contro il provvedimento oppure attendere gli sviluppi del caso. Quel che è certo è che il legale Gianfranco Siuni, su incitamento della famiglia del giovane sedicenne aggressore, sta cercando un contatto con la famiglia dell’adolescente aggredita.
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