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Platamona, così il sogno si trasformò in un incubo

Platamona, così il sogno si trasformò in un incubo

Presentato il volume curato da Alessandro Ponzeletti: dagli splendori degli anni Cinquanta e Sessanta al degrado attuale

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SASSARI. Platamona, un sogno svanito. Dalla dolce vita anni Cinquanta e Sessanta, quando al Lido Iride si potevano applaudire Claudio Villa e le gemelle Kessler, alle macerie di oggi. La presentazione del libro “Platamona 1951 - 2014: nascita e declino (ieri pomeriggio nella sala conferenze della Nuova Sardegna) è stata l’occasione per un amarcord dei bei tempi andati ma anche di riflessione sulle cause del degrado di oggi.

Com’è nata la spiaggia dei sassaresi lo ha ricordato Manlio Brigaglia, che ha chiamato in causa i due padri di un’impresa che, quando nacque, sembrava quasi impossibile: il sindaco di Sassari Oreste Pieroni e Sebastiano Pani, geniale imprenditore dei trasporti che per scommessa ulteriore si gettò nell’avventura del Lido Iride, il più importante degli stabilimenti balneari che sorsero in quella che allora veniva chiamata “Sassari Marina”. Pieroni – ha ricordato Brigaglia – impegnò nella realizzazione di un progetto nel quale credeva fortemente energie politiche e finanziarie. Un ruolo importante ebbero anche i giornali, in particolare la Nuova Sardegna e La Gazzetta Sarda. Pieroni guardava a uno sviluppo della città verso il mare, verso Porto Torres e pensava che il turismo potesse essere una chance di crescita. Pani, intuì come investire capitali in quel settore potesse avere una remunerazione non indifferente, nel mettere su il Lido Iride (il nome fu trovato da Stanis Dessì) fece le cose in grande. La struttura poteva ospitare duemila bagnanti e aveva tutto, compresa la piscina e un’ Arena nella quale si potevano esibire le star della musica, del varietà e della tv che venivano dal Continente.

Il curatore del volume, lo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti, ha spiegato che recuperare le memoria di Platamona è stato un modo per restituire realtà a quello che oggi è diventato più che un luogo il fantasma di un luogo. I due decenni dorati – Cinquanta e Sessanta – e poi, a partire dalle seconda metà degli anni Settanta, il lento declino, che ebbe come punto di accelerazione l’abbattimento dei casotti, nel 1983. Una storia in cui è anche accaduto che il paesaggio di una zona di grandi dune (simili a quelle di Piscinas) sia stato trasformato radicalmente con l’impianto sulla sabbia della pineta, che sostituì la macchia di ginepri. Un aspetto del quale s’è occupata, nel libro, l’architetto Sara De Paolini, collaboratrice di Ponzeletti nella redazione del libro.

L’editore, Carlo Delfino, ha confermato che il volume andrà a breve in edicola venduto a dispense settimanali (copertina in regalo e possibilità di ricorrere allo stesso editore per la rilegatura ad un costo molto contenuto). Nel sottolineare il ruolo di Sebastiano Pani, Delfino ha ricordato che di imprenditori eccellenti a Sassari ce n’erano tanti. Piccoli e medi imprenditori penalizzati da scelte di politica economica che hanno privilegiato i poli di sviluppo – nel Sassarese il petrolchimico – con gli esiti devastanti che oggi abbiamo sotto gli occhi. (red.c.)

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