La Nuova Sardegna

Starwood, il 90% di assunti è sardo

Starwood, il 90% di assunti è sardo

Il manager degli hotel di Porto Cervo: «Scegliamo sempre più personale locale»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO CERVO. Straccia il velo di riservatezza che da sempre la contraddistingue. La Starwood, il gigante alberghiero che vende accoglienza a 5 stelle, mostra i bilanci e dà i numeri dell’occupazione. Una risposta a chi accusa l’azienda di essere una fabbrica di posti di lavoro per non sardi. A dare i numeri è Franco Mulas, area manager Costa Smeralda, origini ozierese adottato da Arzachena. «In Sardegna Resorts ci sono 907 dipendenti – spiega –. Di questi 156, il 20 per cento, sono di Arzachena. 338, il 40 per cento, sono galluresi. Su 907 ben 820 sono sardi, il 90 per cento. Solo 87 dipendenti non arrivano dall’isola, ma stiamo parlando di professionalità che in Sardegna non ci sono. Madrelingua russa, madrelingua araba, alcuni direttori. Ma quasi tutti i nostri capiservizio sono sardi, molti di Arzachena. Siamo una grande azienda che pensa al territorio, assume sul territorio e lascia investimenti sul territorio. Nel 2013 sono stati spesi 15milioni 350mila euro per gli stipendi dei dipendenti». Dei 907 lavoratori solo 160 sono assunti a tempo indeterminato. Il resto è stagionale. «Normalmente, quando apriamo gli alberghi abbiamo il 70-80 per cento del personale al lavoro – mette in evidenza Mulas –. Il 100 per cento lo raggiungiamo ad agosto. E cerchiamo sempre di riconfermare le stesse persone che abbiamo formato. Ma per i nostri dipendenti facciamo anche di più. Ogni anno mandiamo in Germania, o in Inghilterra, o in Russia, 60 ragazzi per migliorare la conoscenza della lingua. Starwood paga il biglietto aereo e il primo mese di scuola».

Mulas prosegue nell’analisi dell’azienda Smeralda che gestisce i quattro hotel a 5 stelle di proprietà del Qatar. «Come food and beverage nel 2013 abbiamo lasciato sul territorio 2 milioni 230mila euro – sottolinea l’area manager Mulas. Il 65 per cento del nostro fatturato resta in Sardegna. 370 mila euro è la quota di acquisti di bevande e vini in Sardegna».

Da sempre Starwood viene accusata di essere una impresa poco attenta alle esigenze della Sardegna, quasi un corpo estraneo. «Il nostro legame con l’isola e in particolare con la Gallura è nei numeri – precisa Mulas –. Per il settore no food nel 2013 abbiamo speso 8 milioni di euro in Sardegna. Il 67 per cento della spesa totale in questo settore. Il resto sono servizi che non possono essere acquistati fuori. L’Enel, la Telecom. E sardi sono anche i fornitori di elettrodomestici, arredamenti, impianti tecnologici, stampanti, infissi, manutenzioni, fiori. Un giro di affari da 26 milioni di euro». (se.lu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’incidente

Castelsardo, schianto tra quattro auto: due bambini in ospedale con l’elisoccorso

Le nostre iniziative