Lo sceicco: San Raffaele, pronti a partire
Il rappresentante del governo del Qatar in visita a Olbia per vedere la struttura e prendere contatto con gli amministratori
OLBIA. «Wonderful. Speriamo sia l’inizio di un lungo, duraturo rapporto di amicizia». Lo sceicco Faisal Bin Thani Al Thani è rimasto colpito dall’accoglienza che la Sardegna e ieri Olbia gli hanno riservato. Lo dice nel pomeriggio in un breve incontro con il consiglio comunale del capoluogo gallurese, con in testa il presidente Vanni Sanna e la giunta guidata dal sindaco Gianni Giovannelli. «Grazie per l’accoglienza, la gentilezza e la cortesia», aggiunge. L’acquisto dell’ex ospedale San Raffaele per trasformarlo nel nuovo “Qatar-Bambin Gesù” è cosa fatta? L’operazione è in itinere, bene avviata ma ancora non approdata al traguardo. Anche se all’ottimismo del governo regionale e del panorama politico territoriale si aggiunge l’ulteriore bene augurante valutazione pronunciata da Lucio Rispo, plenipotenziario della QF in Italia al termine della visita a Olbia: «Non vedo problemi», risponde ai giornalisti. Insomma, la strada è aperta, spianata ma non del tutto percorsa. Per dare il via a quella che Giovannelli definisce «la Silicon Valley della sanità in Sardegna e nel Mediterraneo», mancano due passaggi determinanti: il sì del consiglio regionale, che dovrebbe arrivare entro il 24 giugno, e una favorevole (per i tanti creditori in attesa di un verdetto da due anni) chiusura del concordato fallimentare che si trascina dalla vicenda originaria della Fondazione Monte Tabor di don Verzè.
Il caso. In breve. L’attuale struttura sanitaria alle porte di Olbia, sul versante all’ingresso dell’Orientale sarda, incastonata su una proprietà di 300 ettari che dovrebbero diventare parco pubblico del benessere, è ora nella proprietà di alcune società di leasing, in testa la Sardaleasing (Banco di Sardegna) che per poter vendere attendono la definizione del valore da parte dei periti. Se questo sarà ritenuto congruo per saldare i creditori, la vendita potrà andare in porto. Ma a dare la decisione finale sarà il giudice di Milano. Basterà sciogliere questo nodo per aprire le porte all’eccellenza sanitaria che tanto interessa il Qatar?
Il voto. Per l’emiro Tamin Bin Hamad Al Thani, vero regista dell’operazione e cognato dello sceicco al quale è stata affidata la missione in Sardegna, la questione tecnico-bancaria-giudiziaria è di interesse relativo. «Ne stanno discutendo gli avvocati – spinge in secondo piano Lucio Rispo –. A noi interessa il sì delle istituzioni sarde e del territorio, che attendiamo e rispettiamo». Questo è il crocevia. Il consiglio regionale deve decidere e votare l’accreditamento dei posti letto in regime pubblico per il Qatar-Bambin Gesù (260, con circa 80 solventi, quelli riservati all’esclusiva gestione privata), con i quali completare la dotazione di circa 530 posti letto che nella rete sanitaria regionale spettano alla Gallura. Con questo nullaosta il Qatar non avrà problemi ad acquistare la struttura secondo il valore determinato dal giudice.
L’unità. Rispo guarda avanti: «Sono ottimista», dice concludendo la visita al museo archeologico che male mitiga i 32 gradi pomeridiani di Olbia. Come a volere congiungere simbolicamente la Sardegna al Qatar, il consiglio comunale si dispone in cerchio per salutare lo sceicco e la sua delegazione. Il sindaco Giovannelli presenta allo sceicco Antonio Satta, il sindaco di Padru presidente del Distretto Olbia della Asl 2 (un comitato di 17 sindaci) che ha svolto (come anche Giovannelli su altri fronti) un delicato lavoro politico di tessitura per cementare il sì del suo Distretto all’ingresso del Qatar e del Bambin Gesù (struttura del Vaticano) nella costruzione del grande polo di ricerca e di servizio sanitario. Il primo cittadino di Olbia ribadisce le valutazioni già espresse in mattinata al termine del sopralluogo nella struttura ospedaliera: «Puntiamo a fare di Olbia, intorno all’ex San Raffaele, una Silicon Valley sanitaria e della tecnologia applicata alla medicina, con un polo per la ricerca, sfruttando le nostre infrastrutture con il porto e l’aeroporto, la compagnia aerea Meridiana, senza dimenticare il turismo congressuale che porta fino a 500 congressi l’anno».
Ercole. La delegazione qatarina dichiara soddisfazione per questo «progetto ambizioso». Che Faisal Bin Thani abbia spiccato interesse per il futuro si intuisce dalla grande curiosità che mostra per il passato. È affascinato dal tour nel museo archeologico. Alle spiegazioni proposte dal soprintendente Rubens D’Oriano infila domande su domande: a quando risale quel reperto? che uso si faceva di quest’altro? chi è costui? chiede volgendo lo sguardo su uno statuario Ercole di due metri. Dove è stato trovato questo? vuol sapere di un bronzetto domandando l’indicazione sulla carta archeologica.
La fregola. Il tour si conclude i circa venti minuti per una piccola incomprensione diplomatica. Una volta fuori dal museo, lo sceicco si consulta riservatamente con i suoi: «Già finito, vorrei vedere altro. Abbiamo ancora un poco di tempo». Nuovo tour, stavolta nell’ala del piano superiore ignorata prima e riservata a Fenici e Greci che mostra di gradire tanto. Come pure ha apprezzato la degustazione di gamberetti, fregola sarda e un assaggio di porcetto che gli sono stati proposti nel menù del pranzo al ristorante di Eccelsa, l’aeroporto privato del Costa Smeralda.
L’accoglienza. Il mattino la delegazione del Qatar è stata accolta in municipio. Con Giovannelli e Vanni Sanna, c’erano tra gli altri il parlamentare del Pd Giampiero Scanu, i due consiglieri regionali galluresi, Giuseppe Meloni (Pd) e Giuseppe Fasolino (Forza Italia), il sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu e il deputato del Partito democratico Marco Meloni.
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