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Il festival di Dresda rende omaggio ad Abbado

Il festival di Dresda rende omaggio ad Abbado

Stasera alla Frauenkirke sotto la bacchetta di Daniele Gatti con la Mahler Chamber Orchestra

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DRESDA. Nell'atmosfera festiva per la Pentecoste, Dresda e il Dresden Music Festival rendono omaggio a Claudio Abbado con un concerto, stasera alla Frauenkirke, che avrebbe dovuto dirigere il maestro con la sua orchestra Mozart. Sotto la bacchetta di Daniele Gatti con la Mahler Chamber Orchestra, è uno degli eventi più attesi del festival, che dal 23 maggio al 10 giugno inonda le strade, le piazze, ogni angolo della “Firenze dell'Elba”, risorta come araba fenice dalle ceneri dei bombardamenti del febbraio 1945.

Concerti, opere, esibizioni corali o strumentali, mostre nel programma intensissimo - 45 appuntamenti in calendario - che dai luoghi tradizionali della musica, come il teatro della Semperoper o la stessa Fraunkirche, dilaga quest'anno in palazzi emblematici come lo Swinger, simbolo della dignità reale di Augusto il Forte, la Bruehlsche Terrasse, castelli come Pillnitz o la residenza estiva dell'ex principe elettore di Sassonia nel GroBen Garten, il parco pubblico più popolare della città, e perfino nell'avanguardista 'fabbrica di vetrò della Volkswagen. Dal concerto inaugurale di Daniel Barenboim con la Staatskapelle di Berlino alla Gewandhaus Orchestra Leipzing, con Riccardo Chailly sul podio, che domattina precederà il memorial di Abbado.

«Doveva essere un meraviglioso concerto con l'orchestra Mozart, per celebrare il maestro in vita», assicura Juan Vogler, violoncellista berlinese, da sei anni sovrintendente del Dresden Music Festival. «Dei molti e fecondi ricordi di Abbado - riflette - l'immagine più nitida che conservo è degli inizi del festival, quando venne nel 1978. È quella di un giovane uomo che dirigeva di fronte alla Fraunkirche, ancora allora, nella Germania divisa, un enorme ammasso di rovine lasciate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Quel suo Requiem di Verdi fu come un monumento contro la follia collettiva». Fra i ricordi più personali, Vogler ne ha impresso uno in particolare, «quando lo ascoltai per la prima volta, a Berlino, dirigere il Viaggio a Reims di Rossini, con i Berliner Philharmoniker. Fu un'esecuzione che mi impressionò molto, la migliore che abbia ascoltato, di grande perfezione ed espressività. Racchiudeva tutta la comprensione della musica italiana e il compendio della sua maestria».

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