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I politici sardi: «Misure inadeguate»

I politici sardi: «Misure inadeguate»

Insoddisfazione tra i parlamentari sulle linee seguite dal governo. Oggi dibattito in consiglio regionale

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SASSARI. È un coro d’insoddisfatti. Le linee della strategia delineata dal governo su basi e servitù non hanno convinto molti parlamentari sardi. Neppure alcuni dei deputati che ieri erano presenti alla Camera durante l’audizione del ministro Pinotti per rappresentare gli interessi dell’isola. E oggi della questione, delicatissima in vista della conferenza nazionale del 18 giugno tra governo e Regioni soggette a vincoli militari, si riparla alla Regione. Dove, per questa mattina, è già stato fissato un dibattito in Consiglio.

A dare fuoco alle polveri ha cominciato ieri mattina il deputato di Forza Italia Salvatore Cicu, ex sottosegretario alla Difesa in procinto di trasferirsi a Bruxelles dopo la recentissima elezione alla carica di europarlamentare. «Sono felice di aver richiesto quest’indagine conoscitiva sulle servitù militari ai gruppi della Camera – ha detto in commissione al ministro dopo il suo intervento – Perché la sua relazione conferma che nell’impostazione governativa è assente quella necessità di riequilibrio che nell’isola sentiamo invece come fondamentale». «Troppo spesso in Sardegna ci siamo trovati di fronte alla negazione di diritti, tracce d’inquinamento, limitazioni delle attività civili dovute alla presenza militare - ha continuato Cicu – Ma adesso avvertiamo l’esigenza di un cambiamento. Vorremmo che i tempi e i modi si stabilissero in termini concreti, puntiali, e non generici. La stessa conferenza nazionale rischia di fallire in attesa di soluzioni sul campo che non arrivano».

Nei giorni scorsi Gian Piero Scanu (parlamentare del Pd) aveva espresso riserve e critiche sull’operato del governo sulla mancata riduzione dei poligoni da tre a uno. Ieri le ha ribadite. E ha in particolare avanzato riserve sulla relazione letta dal capo di Stato maggiore, definendola «molto deludente» in tutti i passaggi che hanno riguardato l’isola.

Dubbi e perplessità da Sel. Il deputato Michele Piras in mattinata ha partecipato ai lavori della commissione Difesa accanto alla collega Donatella Duranti, che a sua volta ha contestato alcune delle impostazioni governative sollecitando correzioni e chiarimenti. Poi, in serata, è tornato sui punti cruciali in discussione entrando nel merito dei problemi. « Trovo assolutamente inconcepibile che il governo abbia organizzato - dopo più di trent'anni - la seconda conferenza nazionale sulle servitù militari escludendo dai lavori i parlamentari della Repubblica – ha dichiarato – E su questo terreno riteniamo del tutto insufficiente un invito ad assistere che ci è stato fatto ieri come commissari. Così com’è inaccettabile declassare la conferenza a mero "tavolo tecnico", date le enormi implicazioni della questione in materia ambientale, sanitaria, economica e sociale». «E visto che la nostra commissione conduce da mesi una indagine sulle servitù militari nel Paese che ha messo in luce palesi contraddizioni, non possiamo che ritenere offensiva la posizione di chiusura del Governo, fatto che parrebbe alludere ad accordi già definiti con lo Stato maggiore della Difesa, orientati a mantenere lo status quo e a concedere ai territori solamente le briciole». Insieme alla compagna Duranti, Piras si è augurato un ripensamento da parte del governo. «Perché – ha concluso – pensiamo che l’intera problematica debba essere affrontata nella sua collocazione più naturale per un Paese democratico: quella della massima partecipazione».

«Auspichiamo che il dibattito consiliare alla Regione non si risolva nella solita celebrazione di parte della linea, troppo arrendevole, che il presidente Pigliaru sta tenendo nei confronti dello Stato», ha invece dichiarato il capogruppo dei Riformatori Sardi - Liberaldemocratici Attilio Dedoni, anticipando i contenuti della seduta odierna. Nella quale il governatore riferirà all'aula sull’audizione di martedì davanti alla commissione Difesa della Camera.

Oltre che sollecitare verifiche sull’inquinamento da torio nella base di Teulada, il deputato di Cinque Stelle Roberto Cotti ha rivolto un’interrogazione al ministro per sollecitare «accertamenti sulle eventuali responsabilità connesse». Il parlamentare ha fatto riferimento alla notizia - pubblicata lunedì dalla “Nuova” - sui primi risultati emersi nel corso dell’inchiesta giudiziaria nel poligono. Cotti ha così chiesto a Pinotti «di quali eventuali e ulteriori informazioni disponga, per quanto di propria competenza, relativamente ai fatti descritti». E se «sia a conoscenza dell’altissimo livello di rischio che le popolazioni e il territorio corrono nel caso di incidenti o pericoli di contaminazioni». (pgp)

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