La Nuova Sardegna

Le guerre dei sardi: ecco gli anni 1940-1945

di Salvatore Tola
Le guerre dei sardi: ecco gli anni 1940-1945

Da domani in edicola con La Nuova il volume di Giuseppe Podda e Manlio Brigaglia sull’ultimo conflitto mondiale

3 MINUTI DI LETTURA





Col passare degli anni arriva il momento in cui i grandi eventi hanno acquisito la loro dimensione storica, ma allo stesso tempo sono ancora vivi testimoni e protagonisti che possono darne la loro interpretazione, riferire la loro esperienza; avendo acquisito anch’essi, nel frattempo, una considerazione più pacata e riflessa delle cose.

Per quanto riguarda la Seconda guerra mondiale, e su come fu vissuta in Sardegna, il momento più adatto per dare voce ai superstiti fu ritenuto, dal giornalista Giuseppe Podda e dall’editore Aldo Brigaglia, la metà degli anni Novanta. Fu allora che uscì, con la firma di Podda e di Manlio Brigaglia, il volume che torna ora, col titolo «Sardegna 1940-1945», undicesimo della collana «Le guerre dei Sardi» edita dalla «Nuova»: sarà in edicola da domani (a euro 5,90 più il costo del giornale).

I due autori-curatori (Podda nel frattempo è scomparso) scrivono nella pagina introduttiva che l’intento era di indurre «quelli che c’erano» a ricordare gli avvenimenti a vantaggio di «quelli che non c’erano», ed erano allora, e sono ancora più oggi, la larga maggioranza dei potenziali lettori. Un intento quindi prevalentemente didattico, a favore dei giovani, «perché aggiungano questo pezzo di conoscenza di un passato che sta immediatamente alle loro spalle alla conoscenze di cui dispongono sul presente». Ma per quanto concepito sul versante della cronaca e della storia il libro consegue anche, aggiungiamo noi, una valenza letteraria, quella che deriva dal colore e dal calore scaturiti dalle testimonianze, dove il lavoro della memoria finisce per far vibrare le corde più profonde del sentire personale.

Il libro, che comprende un inserto fotografico e una sintesi cronologica degli eventi bellici, si divide in tante piccole sezioni, dedicate ognuna a una fase: l’inizio delle ostilità, i bombardamenti, lo sfollamento ecc. Ogni capitolo si apre con un quadro generale dei fatti, e prosegue con le testimonianze: contribuiscono anche Brigaglia e Podda, che nel 1940 avevano rispettivamente undici e dieci anni. Alle notizie essenziali sullo sfollamento, ad esempio, seguono gli scritti autobiografici di Giorgio Pisano, Manlio Brigaglia, Gianni Filippini e Salvatore Mannuzzu.

Molte pagine sono dedicate a Cagliari, la città che subì maggiormente quella guerra in passivo rappresentata dai bombardamenti. Sassari trova spazio nelle pagine di Aldo Cesaraccio che, giovane ma già importante redattore del quotidiano locale del tempo, era attento a tutto quanto accadeva in città. Fu presente, tra l’altro, nel momento in cui l’arcivescovo Arcangelo Mazzotti, dopo aver fatto condurre in Duomo la statua della Madonna delle Grazie per favorire un ciclo straordinario di preghiere, si accingeva a ricondurla a San Pietro: fu allora che, parlando ai fedeli riuniti sulla gradinata, si impegnò, nel caso la città fosse stata risparmiata dalla guerra, a quel voto che ancora oggi viene assolto, anno per anno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’isola al voto

Elezioni comunali, trionfano Mulas e Milia: Cossa vince a Sestu – La lista completa dei sindaci eletti

di Francesco Zizi
Le nostre iniziative