Artizzu, gli scontrini in Procura
L’ex tesoriere del Pdl si difende dall’accusa di peculato, Diana sceglie il silenzio
CAGLIARI. Documenti giustificativi per 120 mila euro, una memoria e l’impegno a tornare davanti alla polizia giudiziaria per dare la prova che ogni euro uscito dalla cassa del gruppo regionale di An-Pdl durante la legislatura Soru è stato speso per ragioni istituzionali: l’ex consigliere Ignazio Artizzu non si è sottratto al faccia a faccia con carabinieri e guardia di finanza che indagano sull’uso dei fondi destinati all’attività dei gruppi politici regionali. Doveva presentarsi ieri pomeriggio, ha chiesto di anticipare al mattino e insieme all’avvocato Mariano Delogu ha compiuto il primo passo difensivo rispetto all’accusa di peculato aggravato che gli viene contestata dal pm Marco Cocco.
Secondo Delogu l’ex onorevole ha dimostrato di non aver commesso alcun reato: «La contestazione riguarda 180 mila euro spesi quando Artizzu era tesoriere del gruppo - ha spiegato il legale - quindi mancano ad oggi giustificativi per circa 60 mila euro. Ma sono passati dieci anni e non è facile rintracciare ogni carta. Abbiamo chiesto un altro po’ di tempo per concludere questo lavoro di ricerca, al prossimo incontro saremo in grado di chiarire tutto». Nessuna dichiarazione a verbale, da parte di Artizzu. Solo una memoria concordata con il difensore.
Ieri doveva essere sentito anche Mario Diana, cui la Procura ha contestato la spesa illegale di una nuova somma oltre quella che l’ha condotto in carcere. L’ex capogruppo del Pdl - difeso sempre da Delogu - ha preferito non presentarsi all’interrogatorio in attesa di vedere gli atti raccolti dall’accusa.
Gli interrogatori degli onorevoli ed ex onorevoli coinvolti come indagati nell’inchiesta-bis sull’uso dei fondi pubblici per i gruppi: lunedì prossimo la polizia giudiziaria sentirà l’ex assessore regionale alla sanità Antonello Liori, mente mercoledì prossimo è in programma l’esame dell’ex assessore all’urbanistica Nicola Rassu. Alcuni indagati dovranno tornare in Procura e lo faranno prima dell’atto di conclusione delle indagini. (m.l)
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