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I conti di Cellino sotto inchiesta

I conti di Cellino sotto inchiesta

La Tributaria alla Dogana e alle Entrate, acquisiti atti fiscali sul patron del Cagliari

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CAGLIARI. Accelera d’improvviso l’indagine della Procura sulla presunta evasione fiscale di cui è accusato l’ormai ex presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino, accusa legata al tentativo di realizzare il nuovo stadio per il calcio nell’area dell’aeroporto di Elmas: mercoledì e giovedì mattina la polizia tributaria è piombata negli uffici della Dogana e ha chiesto ai responsabili di fornire tutta la documentazione che riguarda la posizione fiscale di Cellino. I finanzieri intendevano acquisire fra l’altro gli atti elaborati dalla Dogana sulle due imbarcazioni e sulla Land Rover confiscate all’ex patron del Cagliari, condannato per contrabbando doganale in relazione a una delle barche e in attesa di giudizio per le altre due vicende. I finanzieri hanno chiesto altri documenti all’agenzia delle entrate. Il nuovo passo d’indagine è stato deciso dal pm Emanuele Secci nel tentativo di ricostruire in modo dettagliato la «storia» fiscale di Cellino soprattutto in rapporto all’operazione Elmas, aperta dal neopresidente del Leeds United con l’acquisizione da parte della società Sgs - riconducibile a Cellino - dell’immobiliare Santa Caterina, proprietaria dell’area attigua all’aeroporto in cui era stato progettata la Karalis Arena, progetto poi bloccato dall’Enac per ragioni di sicurezza generale legate alla distanza dalla pista d’atterraggio. L’area era compresa nel piano regolatore della Sogaer come spazio per i servizi allo scalo e doveva essere espropriata. Per quell’operazione Cellino è stato indagato con l’accusa di tentata estorsione e di abuso d’ufficio in concorso col sindaco di Elmas Valter Piscedda, sospettato di aver aggiustato il piano urbanistico a vantaggio del piano-Karalis. Il pm Secci ha prosciolto già in indagine Piscedda e anche Cellino limitatamente alle accuse principali, lasciando in vita l’imputazione di evasione fiscale che ora sembra aver ripreso slancio per le cifre finora accertate, che sarebbero ingenti. Secondo indiscrezioni l’inchiesta non riguarderebbe più il solo Cellino ma anche i titolari di altre società che hanno preso parte all’operazione Elmas. A suo tempo il nucleo investigativo del Corpo Forestale aveva sentito Alessandro Podda, ex amministratore della società Santa Caterina che ha ceduto i terreni alla Sgs di Cellino e socio in affari del sindaco di Quartu, Mauro Contini. Emerse fra l’altro che l’area vicina all’aeroporto dove Cellino avrebbe voluto costruire uno stadio era un’area pubblica, diventata privata attraverso una procedura di usucapione che in questo caso la legge non prevede. Emerse poi l’attenzione rivolta da Cellino su quei terreni, un’attenzione che non sembrava legata solo alla necessità di trovare uno spazio in cui costruire la Karalis Arena ma alle potenzialità speculative dell’area di Santa Caterina, non sfuggite al sindaco Contini nella sua attività professionale di agente immobiliare. Contini infatti incassò una provvigione di centomila euro, ma il progetto naufragò per risorgere proprio a Quartu, la sua città. Come è andata è noto: una nuova inchiesta giudiziaria ora in fase di chiusura dove Cellino è ancora indagato insieme a Contini, all’ex assessore del comune quartese Stefano Lilliu, al titolare dell’impresa costruttrice dello stadio e ad alcuni dirigenti. Anche in questa seconda inchiesta le società coinvolte sono diverse: è possibile che il pm Secci abbia trovato connessioni interessanti dal punto di vista investigativo ed ora sia impegnato ad approfondirle in ogni aspetto insieme al collega Enrico Lussu. (m.l)

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