Posada, in mare i resti di una mano
La scoperta è stata fatta da un pescatore subacqueo durante un’immersione
POSADA. I resti di quello che potrebbe essere un cadavere sono stati ritrovati in mare a pochi metri dalla spiaggia di San Giovanni di Posada. A fare la macabra scoperta, è stato un pescatore sportivo, Giacomo Carta. Il giovane, aveva deciso di fare una battuta di pesca nelle acque davanti alla torre di guardia a nord del porto della Caletta. Dopo aver infilato la muta, ha percorso solo pochi metri e si è imbattuto in quella che potrebbe essere una mano umana. Difficile dire di più per il momento, viste le condizioni in cui si trovano i resti. Tutto è successo intorno alle 14.30. Dopo essersi immerso il sub ha notato a pelo d’acqua un ammasso informe di ossa e tendini poi adagiati sul fondo altri resti simili. Pensando ai resti di un pesce, Carta ha dapprima dato un occhiata distratta poi ha messo a fuoco che poteva trattarsi di resti umani. La lunga permanenza in acqua e i pesci avevano però scarnificato l’arto e il pescatore, con delicatezza è riuscito recuperare solo alcune brandelli che sembrano a prima vista essere delle falangi di una mano tenute assieme dalla cartilagine. Giacomo Carta, guardia giurata della security Costa Orientale, ha subito avvisato la sua sala operativa che ha poi girato la chiamata ai carabinieri di Siniscola che hanno inviato sul posto una pattuglia. I militari hanno preso in consegna i frammenti ossei e su disposizione del magistrato di turno al tribunale di Nuoro, ne hanno disposto l’invio al medico legale per una perizia. Solo dopo che questi accerterà che si tratti davvero di ossa umane, l’area di San Giovanni potrebbe essere scandagliata alla ricerca di altri elementi utili alle indagini. È raro ma non è la prima volta che il mare di Posada restituisce dei cadaveri, nel 1984 venne ritrovato il corpo saponificato di un uomo che non fu mai identificato.
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