La Nuova Sardegna

Bomba d’acqua terrore a Santa Teresa

di Giampiero Cocco
Bomba d’acqua terrore a Santa Teresa

Una tromba d’aria si è abbattuta sul paese: molti danni, nessun ferito Famiglia fugge sul tetto di casa per non venire travolta dalla piena

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INVIATO A SANTA TERESA. L’immagine simbolo di questa pazza stagione di sole e improvvise tempeste d’acqua è quella del baretto (sventolante l’immancabile bandiera quattro mori) che, come una nave alla deriva, galleggia in mezzo al fiume in piena dopo essere stato disancorato dalla stupenda spiaggia della Marmorata.

L’alluvione che ieri mattina ha investito (il passaggio sul nord dell’isola era stato annunciato dalla Protezione civile) la fascia costiera tra Santa Teresa di Gallura e Palau ha lasciato dietro di sé diversi danni e tanta paura, con case e cantine allagate, una spiaggia (quella della Marmorata), devastata e tagliata in tre tronconi. Le acque tumultuose di un rigagnolo perennemente in secca che si è trasformato in torrente, inondano le campagne. Tutto è rimasto imbrattato dal fango.

La stessa sorte che è toccata al porto di Santa Teresa, dove un fiumiciattolo ha riversato dentro il trasparente specchio d’acqua portuale una valanga di fanghiglia e detriti. Non si e registrato nessun ferito, per fortuna, ma invece c’è stato tanto spavento per la famiglia di Giuseppe Loriga, un cinquantenne di Santa Teresa che si è costruito la casa nella collinetta di La Malchisana, a pochi chilometri dal centro turistico. Giuseppe ha fatto salire, mentre l’acqua cominciava ad allagare la sua casa, sul tetto moglie e figlia prima di precipitarsi dentro l’abitazione per mettere in salvo i due cani, Balù e Concita.

L’uomo, dopo mezz’ora di intemperie, è riuscito a scendere dal tetto e dare l’allarme. Un allarme raccolto dal sistema di pronto intervento della protezione civile che ha inviato nel nord Sardegna una task force composta da vigili del fuoco, volontari, forestali, carabinieri e medici, con gli elicotteri che hanno sorvolato a lungo la zona investita dall’ondata di maltempo alla ricerca di dispersi. Una concentrazione di uomini e mezzi di soccorso di ogni genere che è arrivata sul posto quando l’emergenza era ormai cessata. A Santa Teresa, nella via Nazionale, i lavori ancora in corso per il consolidamento dell’alveo del fiume che attraversa il centro abitato sono stati invasi dall’acqua, e il torrente che scorreva sotto la strada statale si è riversato sulla parte bassa della cittadina costiera, interessando marginalmente un centro residenziale e finendo la sua torrenziale corsa dentro il porto. In alcune vie della parte bassa della cittadina i tombini della acque bianche sono saltati in aria, mentre l’acqua invadeva e allagava diversi scantinati. L’ondata di maltempo, caratterizzata da un fronte nuvoloso che ha scaricato a terra diversi millimetri d’acqua nel giro di mezzora (la tempesta si è abbattuta sul Nord Sardegna dalle nove del mattino alle dieci) generando diverse trombe d’aria al largo, tra Capo Testa e le Bocche di Bonifacio, spostandosi rapidamente verso est, in direzione di Palau, dove un secondo fronte alluvionale arrivava dal Tirreno.

La pioggia ha anche fatto allagare un tratto di strada che porta verso il resort a cinque stelle di Valle dell’Erica, dove un ponticello è stato sommerso dall’acqua resistendo pero alla sua furia. La verifica dei vigili del fuoco ha ritenuto la struttura perfettamente agibile, e la stradina è stata riaperta al traffico nella tarda mattinata. Allagati anche i viottoli di penetrazione agraria che portano verso gli stazzi di Caresi e Buoncammino, dove lo spazio davanti all’omonima chiesetta si e trasformato in un lago per il fiume d’acqua che arrivava dal vicino cimitero. Le zone interne, scarsamente abitate, sono state sorvolate a lungo dagli elicotteri dei vigili del fuoco (con a bordo le squadre di pronto intervento Saf) e dal velivolo del corpo forestale di stanza a Monte Limbara, che trasportava i funzionari della vigilanza ambientale che dovevano predisporre, all’occorrenza, l’intervento massiccio dei ranger.

Il drammatico ricordo dei lutti e danni causati dall’alluvione che ha colpito Olbia nel novembre dello scorso anno ha fatto scattare, in tempi rapidissimi, il piano di emergenza predisposto dalla Prefettura.

Il capo dell’ispettorato forestale della Gallura Giancarlo Muntoni è rimasto in costante contatto con il magistrato di turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Elisabetta Atzori, mentre i dirigenti dei vigili del fuoco effettuavano le verifiche di stabilità nelle strutture pubbliche (ponti e fabbricati) nelle aree più colpite dal fronte del maltempo. Poco dopo le 13 l’allerta meteo è cessata, mentre il fronte nuvoloso si spostava su Luogosanto e Olbia, perdendo però gran parte della sua potenza e trasformandosi in pioggia incessante ma non pericolosa. Per ragioni di sicurezza il sindaco di Calangianus, Giò Martino Loddo, ha disposto la chiusura degli edifici scolastici dove si tenevano gli esami di fine d’anno mentre a Olbia le scuole materne private hanno invitato i familiari a riportare a casa i bimbi, in un eccesso di prevenzione e sicurezza. A Santa Teresa, dove i turisti stanno timidamente prendendo piede, la vita del centro ha ripreso a girare a pieno regime pochi minuti dopo il passaggio della perturbazione. Alla quale, scaramanticamente, questa volta gli esperti in meteorologia non hanno dato un nome.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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