La Nuova Sardegna

Crisi, famiglie sarde stritolate dai debiti

di Alfredo Franchini
Crisi, famiglie sarde stritolate dai debiti

Percentuali doppie rispetto alle altre regioni per il credito al consumo. Con redditi bassi, il boom delle carte revolving

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CAGLIARI. Vivere ai tempi della crisi: per 36 famiglie sarde su 100 significa indebitarsi pesantemente. Rincari per bollette, servizi, tasse, spesa, (cui si aggiunge spesso il “richiamo” di carte revolving, che rilasciano una linea di credito di qualche migliaio di euro), hanno portato in alto i debiti delle famiglie sarde. Dalla relazione annuale della Banca d’Italia viene un autentico allarme per l’aumento del credito al consumo «non finalizzato» all’acquisto di un bene preciso come, ad esempio, la casa; è significativa la crescita della cessione del quinto dello stipendio che nell’ultimo anno ha raggiunto quota 17%, (una percentuale che solo cinque anni prima era ferma al 7,5% per poi aumentare progressivamente negli anni).

Fine mese. La difficile gestione della quotidianità da parte delle famiglie si capisce meglio se si intrecciano i dati della Banca d’Italia, (10 famiglie sarde su 100 hanno dovuto saltare almeno il pagamento di una rata nello scorso anno) con il Rapporto dell’Eurispes da cui risulta che sono in troppi, ormai, a essere colpiti dalla sindrome della quarta, quando non della terza settimana. E tra quanti arrivano alla fine del mese non manca chi ci riesce solo utilizzando i propri risparmi.

Redditi bassi. Secondo la Banca d’Italia almeno il due per cento delle famiglie che ha contratto un debito si trova ora nelle difficile situazione di ritrovarsi con un reddito inferiore del trenta per cento rispetto alle rate da pagare.

Chi si è indebitato solo per la casa, (quel tipo di mutuo è però in calo), ha in media un debito di 58 mila euro ma è forse la parte più tranquilla. Conti alla mano, il fatto nuovo è il boom del credito al consumo che ha proporzioni doppie rispetto a molte altre regioni: in Sardegna sono complessivamente indebitate 36 famiglie su 100 contro le 19,7 del Mezzogiorno, (la media italiana è del 25,3%).

Carte revolving. La crisi avanza, chi ha un lavoro perde potere d’acquisto con l’inflazione che tra il 2007 e il 2013 è salita dell’11%. Al tracollo dei consumi si aggiunge la diffusione di carte revolving su cui proprio la Banca d’Italia aveva dato l’allarme già tre anni fa. In questo periodo che cosa è successo? È accaduto ad esempio che diverse catene della grande distribuzione abbiano rilasciato delle carte contenenti una linea di credito (attorno ai mille euro). Risultato: molti clienti hanno usufruito di quel fido, incuranti di pagare interessi a doppia cifra sull’acquisto del pane e della pasta.

Povertà. Famiglie divise da disuguaglianza e povertà. Il precariato in Sardegna riguarda circa centomila lavoratori tra pubblico e privato, il 20,4% del totale degli occupati. Se si aggiunge il numero delle persone che usufruiscono di ammortizzatori sociali e di persone in cerca di lavoro è più chiaro il quadro delle diseguaglianze.

Case e finanza. Le famiglie sarde nel loro complesso si sono impoverite ma continuano a disporre di una ricchezza che la Banca d’Italia ha stimato in 170 miliardi di cui 114 è il patrimonio immobiliare. (C’è stato un calo perché l’anno precedente la ricchezza ammontava a 172 miliardi di euro e la differenza sta proprio nelle abitazioni il cui valore è sceso da 116 miliardi di euro a 114). Le attività finanziarie ammontano a 51 miliardi di euro di cui 16 sono titoli, prestiti dei soci alle coop, azioni, quote di Fondi comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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