L’11 luglio parlerà la difesa poi la decisione del gup
LANUSEI. «L’11 luglio, si andrà avanti sino a notte fonda». È stato piuttosto chiaro, il gup Nicola Clivio, quando, al termine dell’udienza di ieri, ha fissato la data della prossima tappa...
LANUSEI. «L’11 luglio, si andrà avanti sino a notte fonda». È stato piuttosto chiaro, il gup Nicola Clivio, quando, al termine dell’udienza di ieri, ha fissato la data della prossima tappa giudiziaria del caso Quirra.
Tra poco meno di un mese, dunque, dopo le richieste di ieri del pm Fiordalisi, la parola passerà al folto plotone delle parti civili e agli avvocati dei 20 indagati: in gran parte generali ed ex comandanti del poligono interforze del salto di Quirra, componenti della commissione del ministero della Difesa che si era occupata della vicenda, docenti e tecnici universitari che avevano eseguito alcuni studi sul poligono, chimici di società che erano state incaricate dall’agenzia Nato, Namsa, di svolgere studi sulla base per conto del ministero della Difesa. Tra gli indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio c’è anche l’ex sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, l’allora medico del lavoro della base militare, Pierluigi Cocco, e l’allora responsabile del servizio di prevenzione e protezione del poligono, Walter Carta.
I reati che, a vario titolo, vengono contestati agli indagati vanno dall’omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri, al falso ideologico in atto pubblico, all’ostacolo aggravato alla difesa da un disastro. Ma il reato principe, secondo il procuratore è la “rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”. (v.g.)
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