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Hansjörg Schellenberger sul podio, tra Musorgskij e Ravel

di Gabriele Balloi
Hansjörg Schellenberger sul podio, tra Musorgskij e Ravel

CAGLIARI. Prima della pausa estiva, il Teatro Lirico offre ancora un valido appuntamento con il cartellone della Stagione sinfonico- concertistica. Domani alle ore 19, infatti, sarà ospite sul palco...

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CAGLIARI. Prima della pausa estiva, il Teatro Lirico offre ancora un valido appuntamento con il cartellone della Stagione sinfonico- concertistica. Domani alle ore 19, infatti, sarà ospite sul palco del Comunale il direttore bavarese Hansjörg Schellenberger. Primo oboe nei Berliner Philharmoniker per oltre un ventennio, ha cominciato la sua carriera dedicandosi fin da subito anche alla direzione d’orchestra, tanto da vincere, a soli diciassette anni, il secondo premio al Concorso di Interlochen in Michigan (Stati Uniti). Cosicché dal 2001, abbandonate le file dei Berliner, dopo decenni come solista e rinomato esecutore sia orchestrale che cameristico, Schellenberger riprende a dirigere ottenendo subito ampio consenso a livello internazionale.

Non gli sono mancati d’altra parte illustri modelli, avendo suonato sotto la direzione di importanti direttori d’orchestra come Karajan, Giulini, Abbado, Muti e tanti altri. La sua però è, soprattutto, l’esperienza di chi è stato sia sul podio sia in mezzo agli orchestrali. Dunque, pochi come lui possono davvero immedesimarsi nel ruolo dei colleghi strumentisti che è chiamato a guidare. Un background certamente non da poco, di cui si avvarrà, domani, l’ensemble formato da alcuni fra i maestri d’orchestra del Teatro Lirico: Gianmaria Melis e Roberto Castellani (violini); Maurizio Minore e Martino Piroddi (viole); Emanuele Galanti (violoncello) e Simone Guarneri (contrabbasso); Riccardo Ghiani (flauto), Salvatore Chierchia (oboe), Pasquale Iriu (clarinetto), Patrick De Ritis (fagotto) e Lorenzo Panebianco (corno).

In programma della serata sono previste le seguenti composizioni: «Quadri da un’esposizione» di Modest Musorgskij e «Le tombeau de Couperin» di Maurice Ravel.

Nessuno dei due titoli, ovviamente, verrà proposto al pubblico nella celebre raveliana trascrizione per orchestra, ma nel riadattamento per più piccolo organico (undici strumenti nella fattispecie) elaborato da Wolfgang Renz, compositore e guarda caso lui stesso oboista, amico e collega di Hansjör Schellenberger nonché di un altro “primo oboe” dei Berliner Philarmoniker piuttosto famoso, Christoph Hartmann: per entrambi Renz ha già appositamente scritto numerosi arrangiamenti e riduzioni cameristiche.

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