Pps, gli ecologisti all’attacco di Pigliaru

«Vogliamo la revoca totale del Piano paesaggistico di Cappellacci». No alla Conservatoria delle coste commissariata

SASSARI. Sarà che in Sardegna chi si occupa di urbanistica muore (politicamente parlando). Sarà che i veri guai cominciano sempre dopo la luna di miele, anche in uno splendido paradiso come l'isola. Sarà che le ultime scelte strategiche fatte per l'ambiente dalla nuova giunta regionale hanno scatenato più critiche serrate che consensi e apprezzamenti. Ma un fatto è certo: ormai nell'isola lo scontro è aperto. Fra ecologisti e governatore gli idilli pre-convivenza sembrano finiti. E sono proprio i paladini della tutela dei litorali a sferrare gli attacchi più duri.

Denunce circostanziate. Due, soprattutto, i punti di frizione. Uno è la mancata revoca del decreto sul Piano paesaggistico dei sardi firmato dall'esecutivo di centrodestra guidato dall'ex presidente Ugo Cappellacci. L'altro riguarda il ridimensionamento della Conservatoria delle coste: con l'arrivo di un commissario e una scelta che pare in contrasto con le promesse fatte in campagna elettorale.

Il quadro complessivo. Forse nuovi motivi di distensione tra Pigliaru e i difensori del patrimonio naturale arriveranno presto dalla presentazione degli interventi programmati in questa delicatissima materia, affidati all'assessore regionale all'Urbanistica Cristiano Erriu, del Partito democratico. Si parla di un incontro pubblico imminente per rendere noti i particolari delle trattative avviate sin qui con i Comuni e con gli altri amministratori. E quindi di una "definizione organica, complessa e strutturata, delle strategie finali": quelle impostazioni che la giunta di centrosinistra intende adottare per la salvaguardia dell'ambiente.

Le opposizioni. Fin dal momento della sua discesa in campo, Francesco Pigliaru, economista già prestato alla politica una prima volta all'epoca dell'esecutivo Soru durante il biennio 2004-2006, aveva messo in chiaro che i temi della tutela ambientale sarebbero stati al centro del suo mandato. Ora gli ecologisti glielo ricordano e l’aspettano al varco per chiedergliene conto. Nel frattempo molte associazioni, dal Gruppo d'intervento giuridico a Italia Nostra, hanno contestato la decisione di commissariare l'agenzia per le coste. E proprio nelle ultime ore il portavoce della prima di queste organizzazioni, Stefano Deliperi, ha ricordato perché il Grig è stato costretto a formalizzare il ricorso sul Pps (dopo il conflitto d' attribuzioni già sollevato dal governo dinanzi alla Corte costituzionale per l'omessa co-pianificazione col Mibac contestata a Cappellacci). L'opposizione del gruppo ecologista è stata depositata venerdì scorso dall'avvocato Carlo Augusto Melis Costa davanti al Tar Sardegna per contrastare «lo stravolgimento del Piano Soru da parte dell’ amministrazione di centrodestra».

Rilievi critici. Ma le accuse non risparmiano la nuova giunta, «che ci ha imposto la riassunzione del ricorso dinanzi ai giudici amministrativi all'indomani di quello straordinario a suo tempo presentato al capo dello Stato». Deliperi sottolinea un aspetto di specifico rilievo: «L'annullamento in via di autotutela della delibera assunta dall'ex governatore il 14 febbraio 2014, due giorni prima del voto, non è sufficiente per salvaguardare con efficacia coste e paesaggio». Come lui pensano altri tecnici e specialisti. Il timore è che la precedente delibera di ottobre della giunta Cappellacci resti in vigore «producendo disastri e scempi ambientali». Da qui la richiesta d’interventi immediati a Pigliaru. (pgp)

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