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Agriturismo, serve una classifica

L’idea è imitare gli hotel e certificare la qualità delle strutture

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CAGLIARI. Se le stelle identificano da sempre la categoria di un albergo, gli agriturismo puntano sul sole. È questo il senso della proposta di legge presentata dai Riformatori in Consiglio regionale, primo firmatario l’ex assessore al Turismo, Luigi Crisponi. «Bisogna mettere ordine in un settore che continua crescere e a essere importante per l’economia. Oggi le strutture riconosciute sono 836, di cui 600 offrono anche l’alloggio», ha detto. Così come accade nella penisola e per colmare un vuoto legislativo, con il sole, da uno a tre a secondo quella qualità del servizio, anche gli agriturismo avranno la loro classifica riconosciuta. Il numero di soli attribuiti dovrà corrispondere all’offerta ricettiva, dalla struttura ai servizi, e sarà autocertificata, per poi essere controllata dai Comuni. «Dobbiamo sempre più puntare su un rapporto stretto fra turismo e agricoltura – ha detto il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni – perché questo ci chiede il mercato soprattutto quello straniero che non si accontenta più del mare e delle spiagge, ma vuole soprattutto conoscere la nostra identità culturale e ed enogastronomica». Per Michele Cossa, «il sistema di classificazione, così avviene nelle altre regioni, è soprattutto una garanzia per i turisti ed è per questo che deve esserci correttezza nell’offerta da parte degli operatori». Ma i controlli, come previsto da una legge del 2010, non devono essere affidati al Corpo forestale regionale, ma ai Comuni, che effettuati i controlli, potranno multare – da 1500 a 4000 euro – chi inganna il turista o ha dichiarato il falso nelle autocertificazioni per ottenere uno o più soli.

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