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la proposta

Busia: «Cancelliamo il Crel»

Con il consigliere del Centro democratico Irs, Sel e Soberania

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CAGLIARI. Poco amato da sempre e sempre meno considerato, il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro potrebbe essere arrivato al capolinea, per fare la stessa fine dell’omologo nazionale, il Cnel: cancellato. A chiedere la soppressione dell’ente, che costa 300mila euro l’anno, è il consigliere regionale Anna Maria Busia (Cd Sardegna), prima firmataria della proposta di legge sottoscritta anche da Irs, Sel, Soberania e Sardegna. «Abbiamo deciso di intervenire ora – sono state le parole di Anna Maria Busia – perchè il Crel è in scadenza a luglio e prima di rinnovarlo serve una profonda riflessione sulla sua utilità. Noi siamo convinti che abbia prodotto poco, si riunisce sporadicamente e le audizioni sono di fatto ferme al 2009, e anche il ruolo che ha di mediatore economico e sociale è spesso saltato dalle istituzioni soprattutto perché i suoi pareri non sono vincolanti». Costituito nel 2000 e composto da 27 consiglieri, il Crel doveva «concorrere alla programmazione regionale» e «formulare proposte». Funzioni – è scritto nella proposta di legge – che oggi si sovrappongono con quelle delle commissioni permanenti del Consiglio regionale. «Altre regioni non hanno costituito il loro Crel e altre lo hanno soppresso da tempo», ha detto il capogruppo del Cd, Roberto Desini. Per Gavino Sale (Irs) «è un doppione inutile, come tanti altri di cui chiederemo la cancellazione».

I firmatari della proposta hanno chiesto infine che la proposta di legge sia inserita all’ordine del giorno del Consiglio prima della scadenza delle cariche Crel, a luglio.

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