Torna lo spaghetti western, miniserie girata in Ogliastra
“Quella sporca sacca nera” di Mauro Aragoni. Omaggio a Leone e Tarantino
SASSARI. Dopo la grande esplosione degli anni Sessanta e Settanta, scomparve quasi del tutto. Ma non è mai stato dimenticato. Lo spaghetti western ha segnato un’epoca del cinema italiano. E non solo. Nelle sue migliori rappresentazioni, a partire dal maestro Sergio Leone, ha conquistato il mondo e influenzato tanti autori di oggi. Come Tarantino che dopo l’omaggio leoniano in “Kill Bill” ha rifatto a modo suo “Django” di Sergio Corbucci. Cresciuto con i film di Tarantino e innamorato della trilogia del dollaro di Leone, Mauro Aragoni, giovane regista di Tortolì, si è lanciato in un progetto che omaggia quel cinema, che riporta lo spaghetti western nell’isola, già location prediletta da molti autori in quegli anni d’oro.
“Quella sporca sacca nera” è il titolo di questa autoproduzione che ha coinvolto una serie di professionisti sardi del settore. Da poco sono terminate le riprese, realizzate soprattutto in Ogliastra (Baunei, il Golgo, Perda Liana), ma in parte anche ad Arborea. «Da tempo avevo pensato a un western - spiega Aragoni - ma non è stato facile trovare la storia giusta e devo ringraziare chi mi ha sostenuto, a cominciare da Giovanni Cabras che è anche uno dei produttori». La sceneggiatura vede al centro della vicenda un freddo e spietato cacciatore di taglie alla ricerca di due banditi, a fine Ottocento. Le tracce lo portano in terra di confine dove i problemi saranno i primi ad arrivare. Il contenuto della sacca nera che porta con sé verrà scoperto dalle persone sbagliate che faranno di tutto per averlo. Il trailer, visionabile nel canale YouTube BloodFilm Aragoni, mostra le prime immagini del film strutturato come una miniserie di quattro puntate che completeranno quello che sarà il volume I della storia.
«Speriamo di poter andare avanti - spiega Aragoni - per una seconda parte che vorrei fosse proprio un lungometraggio. Intanto a breve lanceremo il primo di questi quattro episodi che formano comunque una storia autoconclusiva. Sarà una web series, ma siamo fiduciosi il progetto possa interessare anche a televisioni nazionali». Nei panni del bounty killer protagonista di “Quella sporca sacca nera” c’è l’attore algherese Maurizio Pulina (anche direttore artistico dello SpazioT che ha collaborato per i casting) già presente nel progetto horror “Una stranissima giornata” di Aragoni che ha avuto buon riscontro sul web.
«All’inizio non ero molto convinto - racconta Pulina - Mi sembrava un’idea folle e il mio personaggio non mi piaceva, parlava troppo. Abbiamo poi rivisto un po’ la sceneggiatura per renderlo più misterioso, ambiguo. Mi sono ispirato, con tutta l’umiltà possibile, in parte a Clint Eastwood, ma ancor di più al Charles Bronson di “C’era una volta il West”. A fine riprese posso dire che è stata una bellissima esperienza: imparare ad andare a cavallo, usare la pistola. In fondo ogni bambino sogna di vivere un’avventura così».
Anche se rivisto in parte in versione pulp tarantiniana, l’omaggio è rivolto soprattutto a Leone, con tanto di nomi dei personaggi come Bill e Carson ripresi da “Il buono, il brutto, il cattivo” e una colonna sonora, firmata da Antonio Manca che cerca di ricreare l’epicità delle musiche di Morricone: «Sono state mandate anche a lui - raccontano Aragoni e Pulina - e siamo tutti felici che il Maestro abbia apprezzato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
