Patto di stabilità, da Roma 400 milioni Cagliari ne vuole 600
Ancora aperta la partita con il governo per il 2014 Tutti gli interventi avviati dall’esecutivo regionale
CAGLIARI. Il riepilogo dei cento giorni è in stretto ordine alfabetico.
Abbanoa. Piano di riorganizzazione della società, con 83 milioni per la capitalizzazione: fatto. Nominato il nuovo amministratore e ricreato un rapporto di fiducia con le banche e i Comuni, resta da superare lo scoglio dell’istanza di fallimento. L’assessore Maninchedda: «Ci riusciremo».
Anas. I cantieri sulla 131 ripartono in questi giorni. C’è un cronoprogamma preciso ed è ripreso lo spirito di collaborazione anche sugli altri progetti. La vigilanza sarà continua.
Bonifiche. Nominato il liquidatore di Igea, l’impegno è massimo per non perdere neanche un euro. Allo studio, procedure snelle per interventi in tempi brevi.
Enel. La Sardegna è ritornata a essere proprietaria delle dighe.
Energia. Dopo l’uscita dal progetto Galsi, l’obiettivo è il metano. Il tavolo è stato aperto con il Governo.
Fondi Europei. La Giunta ha varato un piano per favorire la trasparenza nella gestione, l’integrazione fra le varie risorse e verificare l’efficacia degli investimenti.
Investitori stranieri. Pigliaru si è detto orgoglioso che la Sardegna è di nuovo corteggiata dai grandi finanziatori: «Ci siamo riusciti dimostrando la nostra serietà nel dare risposte e siamo ritornati a essere affidabili».
Istruzione. I 93 milioni per l’edilizia scolastica, il progetto Iscol@, sono stati investiti per primi. A giorni saranno decise le priorità, sono 657 le richieste d’intervento, e i cantieri dovrebbero aprire in estate. Poi ci sono i 220 milioni per le università di Cagliari e Sassari.
Lavoro. Il progetto Garanzia giovani è il fiore all’occhiello. La risposta è stata forte: fra i giovani c’è fame di posto di lavoro. Fra 4 mesi i primi risultati per 12-15mila sardi. Attenzione massima anche per il reintegro di chi è stato espulso dal mercato: non più assistenza, ma lavoratori attivi.
Pacchetti integrati. È di 80 milioni la dotazione finanziaria per il rilancio dell’economia attraverso i Pia. C’è stato un’integrazione dello stanziamento e i progetti coinvolti sono diventati 186.
Patto di stabilità. La partita col Governo per il 2014 è ancora aperto. L’offerta della Ragioneria dello Stato è di 400 milioni in più, la Regione punta a 600 da spendere subito. Per il 2015, invece niente più vincoli. Con il pareggio di bilancio, la Sardegna potrà spendere tutte le sue entrate, ma non un euro in più. «Avremo la piena responsabilità nell’uso efficiente delle nostre finanze», dice il presidente Pigliaru, ma c’è ancora qualcosa da affinare per evitare rischiosi incidenti di percorso.
Pps. Abolito quello di Cappellacci, il primo passo sarà quello del pacchetto della legge urbanistica per dare certezza alle imprese. Il nuovo Ppr: concertato e condiviso, perché «la nostra vera dote è l’ambiente e non ci saranno deroghe ai vincoli», è stato detto più volte dall’assessore Cristiano Erriu.
Riforme. La Giunta ha ribadito di averle avviate tutte: da quelle della macchina regionale alla semplificazione della burocrazia. Per ogni passaggio, sono state messe delle scadenze: «Entro l’anno avremo una Regione più efficiente e più snella», la promessa.
Sanità. Il primo grande passo è stata la proposta di delibera per far entrare il San Raffaele nel sistema ospedaliero regionale. L’operazione è ormai è conclusa, manca solo il via libera del Consiglio regionale, e sarà decisiva anche per la ricerca. Sono invece 300 i milioni che la Regione ha investito per il rilancio della sanità pubblica.
Servitù militari. Il no alla Cecchignola alla firma di una nuova convenzione col ministero della Difesa è stato l’atto più forte della giunta Pigliaru. Ora il prossimo passo spetta al Governo, con l’apertura del tavolo bilaterale, per ridiscutere tutto: dagli ettari agli indennizzi. (ua)
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