Sesso con bimbe, istruttore sub in cella
A incastrare Sergio Granata, 58 anni, le immagini di alcuni video che l’uomo aveva girato nei suoi viaggi in Asia e Africa
NUORO. Regalini in cambio di sesso. Piccole gentilezze per adescare bambini di paesi “sottosviluppati” e riuscire a carpire loro prestazioni da filmare e immettere in rete. Ieri, dopo un anno di indagini, i carabinieri della tenenza di San Teodoro hanno arrestato Sergio Granata, 58 anni, di Copparo, un paesino in provincia di Ferrara, ma da oltre trent'anni residente in Sardegna. L'uomo, istruttore subacqueo e titolare di un “Diving center”, è accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico. A incastrarlo immagini e video inequivocabili, che spesso lo ritraevano in compagnia di bambine tra i 10 e i 12 anni. Le indagini hanno avuto inizio nel mese di luglio dell'anno scorso. Un anno prima l'indagato aveva denunciato ai militari di San Teodoro il furto di una cassaforte dalla sua abitazione. La cassaforte era stata ritrovata da alcuni cittadini che avevano immediatamente avvisato gli inquirenti.
All'interno erano stati recuperati documenti personali di Granata, carnet di assegni, varie tessere di compagnie aeree e numerose videocassette che avevano attirato l'attenzione dei militari.
«I colleghi della tenenza di San Teodoro, il luogotenente Fabio Mula e i marescialli Pasquale Pischedda e Davide Cardinali – ha detto nel corso della conferenza stampa il capitano della Compagnia di Siniscola, Andrea Senes – hanno verificato quel materiale contrassegnato da indicazioni sospette, che facevano ipotizzare si trattasse di filmati di un certo tipo. Una volta visionati, si sono resi conto che si trattava effettivamente di immagini pedopornografiche e che gran parte dei filmati ritraevano lo stesso Granara in atteggiamenti sessuali con minorenni che lui stesso registrava». L’istruttore sub, informato dai carabinieri del ritrovamento della sua cassaforte, si era presentato subito in caserma sollecitando la restituzione del contenuto.
Ma gli inquirenti, ormai consapevoli della presenza del materiale “importante” e incriminante, nonostante le ripetute insistenze dell’uomo per avere indietro almeno i filmati, lo avevano lasciato andare via a mani vuote. E visto anche il suo atteggiamento, gli investigatori avevano deciso di informare l’autorità giudiziaria.
Su delega del titolare delle indagini, il sostituto procuratore della Repubblica della Dda di Cagliari, Danilo Tronci, erano stati incaricati di eseguire una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’indagato.
«Anche in quell’occasione – ha aggiunto il capitano Senes – è stato sequestrato numeroso materiale informatico: computer portatile, hard disk, pen drive, dvd e cassette audio, nonché diapositive e videocassette. Il materiale è stato analizzato per mesi e ogni giorno emergevano immagini squallide e raccapriccianti, con scene che vedevano coinvolti, anche in questo caso, bambini nel corso di prestazioni sessuali con adulti. Bambini dai tratti somatici orientali, che vivevano in condizioni di estrema povertà e disagio sociale. Per accattivarsi la simpatia delle vittime, bastavano piccoli regalini: dai costumi da bagno alle borse, e alcune volte piccole somme di denaro».
Dagli accertamenti, gli investigatori sono riusciti a risalire ai vari spostamenti di Granata. «L’istruttore sub era stato in numerosi paesi esteri: dall’Africa all’Asia, fino all’America del Sud. Ma non tutto il materiale sequestato a casa dell’indagato era stato da lui realizzato. Moltissime altre immagini e filmati erano stati reperiti dai siti internet». Dall’alba di ieri mattina Sergio Granata è rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros in attesa dell’interrogatorio di garanzia che avverrà nelle prossimi giorni. Un’indagine complessa e delicata che, annunciano gli inquirenti, potrebbe avere ulteriori sviluppi. Si stanno infatti valutando gli spostamenti di altre persone vicine all’arrestato. «Una grande rete di collegamenti – ha sottolineato il comandante provinciale, colonnello Vincenzo Bono, nel rimarcare l’eccellente lavoro dei suoi uomini – che spesso non è facile individuare. Un coinvolgimento di diverse persone alle quali speriamo di poter dare al più presto un’identità».
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