Oggi il via libera della commissione all’ex San Raffaele
Il sì era già atteso ieri dopo l’audizione di Pigliaru e Arru Previsto il voto favorevole di maggioranza e opposizione
CAGLIARI. Tutti per il San Raffaele (o come si chiamerà l’ospedale di Olbia), il San Raffaele è di tutti. Oggi, a mezzogiorno, arriverà un sì di massa, con la commissione Sanità del Consiglio, che darà il via libera definitivo all’accordo fra Regione, Qatar Foundation e Bambin Gesù di Roma. Nessuno voterà contro la proposta di delibera amministrativa della giunta Pigliaru, nessuno pretenderà postille nell’ultima pagina del contratto, nessuno rimetterà in discussione il piano industriale del colosso privato. Quello della commissione sarà un sì unanime, bi-partisan, trasversale, com’era scontato che fosse.
Quattro ore. È durata un’intera serata la prima e quasi unica riunione dei commissari, in un’aula dove di solito c’è posto per quattordici consiglieri (nove della maggioranza, cinque dell’opposizione), ma ieri affollata anche da undici capigruppo, diversi osservatori, più il presidente della Regione Francesco Pigliaru, l’assessore alla Sanità Luigi Arru e buona parte del suo staff, a cominciare dal direttore generale Giuseppe Sechi. La folla delle grandi occasioni, senza dubbio, perché il San Raffaele è una partita speciale. E in quattro ore la partita si è chiusa: il voto favorevole sarebbe potuto arrivare anche alle 20 e qualcosa della serata, ma alla fine (ancora all’unanimità) hanno deciso il rinvio a oggi. Devono essere limati ancora alcuni aspetti (insignificanti) e poi dalle 11.30 uno dopo l’altro, dai capigruppo ai commissari, alzeranno la mano fino a quando il presidente Raimondo Perra non pronuncerà la frase: «Quattordici favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto».
L’ultimo colpetto. È stato quello dell’opposizione. Ha provato, ma senza tirar su le barricate, non aveva i numeri per farlo, di far transitare la delibera non solo in commissione ma anche in aula. Forza Italia, Udc, Psd’Az e Riformatori hanno sostenuto che «il voto del Consiglio avrebbe messo meglio al sicuro la delibera da possibili (qualcuno sostiene già probabili) ricorsi sull’ingresso del San Raffaele nella rete ospedaliera». In sostanza, la responsabilità (visto che tutti sono d’accordo) non deve essere caricata solo sulle spalle dei commissari ma dell’intero Consiglio. Per essere ancora più chiari: supponiamo che fra qualche anno sul nuovo ospedale si accendano (guai a invocarli) i riflettori della Corte dei conti, perché a essere a rischio quel giorno dovrebbero essere solo in quattordici, i commissari, e non tutti i consiglieri, che sono sessanta? L’obiezione comunque verbalizzata, motivata ma anche furbetta, poteva attirare allo scoperto i maldipancia della maggioranza, non è passata e anche questo era scontato. Il centrosinistra ha detto no e no è stato. Il muro si alzato ancor più alto, quando sempre la minoranza ha rilanciato e azzardato: «Con una legge del Consiglio, saremo più forti e inattaccabili di una semplice delibera della Giunta e ci metteremo al sicuro anche da possibili amnesie del Governo sulla deroga per i posti letto da tagliare nell’isola e su quella che ci libera per tre anni dall’obbligo di ridurre la spesa sanitaria privata». Perché, in effetti, finora il Governo si è fatto avanti solo con una lettera d’intenti, è firmata dal ministro Beatrice Lorenzin e dal sottosegretario Graziano Delrio, ma di legge o decreti legge non c’è ancora traccia. Anche su questa limatura il centrosinistra ha detto no, fino a giurare in pubblico: «Sappiamo che l’articolo sulla sanità sarda sarà inserito nella prima legge utile e sarà quella sulla competitività nazionale». A quel punto le schermaglie sono finite lì e in pochi si sono messi a discutere anche sulla mappa (di fatto era blindata) del piano industriale che assegna i 242 posti letto, accreditati e pagati dalla Regione, ai vari reparti del San Raffaele. Discorso chiuso e rinvio a oggi, per l’unanime alzata di mano.
I tempi. Dopo la performance rapida della commissione, l’iter ora sarà molto più veloce. Nella lettera d’accompagnamento alla delibera, Pigliaru aveva ipotizzato sette giorni per «ottenere il parere vincolante»: sono bastate cinque ore, quattro ieri, una oggi. Il che vuol dire: da giovedì in poi la Giunta potrà riunirsi in qualunque momento per approvare l’ultima stesura del contratto. Contratto che, a questo punto, potrebbe essere firmato martedì 8 luglio, a Cagliari. È questa la data più probabile di una cerimonia che sarà solenne, a Villa Devoto, con o senza Renzi fra gli invitati.
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