Commissione Sanità: dubbi sul San Raffaele
I parlamentari mettono in evidenza i costi per la Regione, 55 milioni all’anno Ma il governatore risponde a tutte le domande dei deputati e difende la struttura
CAGLIARI. La politica indigena non ci resti male, ma per sentire qualche domanda pepata e persino sfacciata sull’ospedale San Raffaele, sono dovuti arrivare da Roma, dalla Camera dei deputati. Presieduta da un sardo, Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica-Riformatori), la commissione nazionale Sanità con educazione ha fatto le pulci al maxi progetto di Olbia, ormai più che adottato (e tutti dicono giustamente) dalla Sardegna. Dubbi e perplessità sono stati sollevati come nessun altro finora, o comunque non in pubblico. La differenza è proprio questa: le sedute delle commissioni parlamentari sono sempre in diretta televisiva, seppure a circuito chiuso, mentre nelle audizioni organizzate dal Consiglio regionale, la stampa può solo origliare. A parte le differenze – incomprensibili – fra i regolamento, ascoltati anche da diversi estranei, i giornalisti, il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Luigi Arru si sono trovati alle prese con un fuoco di fila inaspettato ma per la verità neanche furibondo. Va detto subito che tutti e due sono stati pronti e precisi nelle risposte. Hanno sostenuto, con numeri interessanti e ragionamenti importanti, il prossimo ingresso senza traumi della super casa di cura nella rete ospedaliera sarda.
Prima domanda. È stata quella del presidente Vargiu sul ruolo del Governo e della Regione nella trattativa con la Qatar Foundation. E siccome Vargiu è in maggioranza a Roma, ma all’opposizione a Cagliari, con i Riformatori, Pigliaru è stato preciso nella risposta: «La partita è stata condotta da noi, dalla Sardegna, il Governo ci ha dato solo un aiuto. A tenere la barra ben dritta siamo stati noi e questo modello vincente, cioè quello di dare risposte certe e in tempi rapidi agli investitori stranieri, è davvero tutto nostro». Dunque, il Governo ha fatto da spalla, spesso decisiva, alla Regione «ma siamo stati noi a portare in porto, con autorevolezza e orgoglio, la trattativa, insieme a tutti i partiti, senza distinzione, nel voto finale, fra maggioranza e opposizione».
Seconda domanda. È stata quella del deputato Massimo Baroni (Movimento 5 Stelle) sugli effetti che l’arrivo del San Raffaele potrebbe avere sulle eccellenze sanitarie in Sardegna, fino a lanciare questo sospetto: «Non è che avete venduto l’anima al diavolo troppo presto?». A rispondere è stato l’assessore Arru: «Non ci sono e non ci saranno controindicazioni. La mappa, intendo reparti e posti letto, è stata studiata con molta attenzione dai nostri tecnici e poi accettata dai partner internazionali. Anzi, in Gallura, l’arrivo di pediatria e chirurgia pediatrica colmerà un vuoto». Per poi aggiungere: «Altre eccellenze, come lo è il Microcitemico di Cagliari o quelle del Brotzu, sempre a Cagliari, e dell’ospedale pubblico di Sassari non solo saranno difese e sostenute, ma potenziate. Sotto questo aspetto sarà determinante anche il ruolo della ricerca scientifica su cui il Qatar, in Sardegna, investirà 10 milioni l’anno».
Terza domanda. È stata quella di un altro deputato sardo, Roberto Capelli (Centro Democratico) sui costi pubblici e privati dell’operazione San Raffaele, con questa premessa: «Il nuovo ospedale è utile, vogliamo capire se era anche necessario o forse non lo era?». A rispondere è stato il presidente-economista Francesco Pigliaru: «La Qatar Foundation ha sottoscritto l’impegno di investire a Olbia 1,2 miliardi in dieci anni. Nel dettaglio: dai 160 ai 170 milioni per l’acquisizione dell’immobile, il completamento e l’avvio, in cui saranno coinvolte le multinazionali Siemens e General Eletric, in cui i qatarini sono soci. Poi ci sono i costi di gestione, ipotizzati intorno ai 70 milioni l’anno per l’ospedale. Ospedale che dalla Regione incasserà al massimo 55,6 milioni dalla convenzione con la rete sanitaria. Fatta la sottrazione, il rischio d’impresa è intorno ai 15 milioni che il Qatar vuole coprire con gli incassi delle 50 suite sanitarie a pagamento».
Quarta domanda. È stata quella Paola Binetti del Pd: «Siete sicuri che tutto l’ospedale San Raffaele diventerà un’eccellenza: i reparti mi sembrano troppi. Dovranno essere fatte delle scelte». La risposta è stata di Arru: «Il nostro monitoraggio sarà continuo soprattutto nel primo anno, da metà del 2015 in poi, per continuare nel 2016, quando il San Raffaele entrerà a pieno regime. Le previsioni ci dicono che l’obiettivo dell’eccellenza può e deve essere raggiunto».
Quinta domanda. È stata quella di Donata Lenzi (Pd): «La spesa sanitaria regionale è già in deficit, intorno ai 500 milioni, e ora ci sono questi 55,6 per la nuova convenzione». A rispondere è stato Pigliaru: «Risparmieremo almeno la metà dei 62 milioni che oggi costa alla Sardegna la migrazione passiva verso gli ospedali della penisola».
Presente in aula anche il deputato Settimo Nizzi (Forza Italia) che si è detto entusiasta e in sala stampa l’ex sottosegretario Paolo Fadda (Pd) ancora perplesso ma fiducioso.
Oggi la commissione sarà a Olbia per il sopralluogo nel cantiere e poi ascoltare i progetti della Qatar Foundation e del Bambin Gesù.
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