Piras e Pes: «Servono più forze in campo»
Ma il direttore del Corpo forestale spiega come la Sardegna sia già la regione con più uomini e mezzi
SASSARI. Prigionieri delle fiamme. Il primo vero incendio che ha divorato una fetta di Sardegna ha riacceso il terrore. Paesi accerchiati, un ospedale evacuato, turisti in fuga da campeggi e case vacanza, aziende carbonizzate. L'isola si è risvegliata debole, impotente, ostaggio della natura. Le forze in campo per affrontare le fiamme sono solo riuscite a limitare i danni, allontanare il fuoco dal cuore delle città.
Alla fine non ci sono state vittime e i danni sono stati contenuti, se messi in relazione agli ettari divorati dal fuoco.
Piras. Ma il primo rogo è bastato ad attizzare il fuoco della polemica. A lanciarla è il deputato di Sel Michele Piras, che lascia a casa la diplomazia. «Gli effetti catastrofici degli incendi che hanno devastato ettari di territorio sardo sono la conferma dell’inadeguatezza del sistema sardo e nazionale di prevenzione e contrasto degli incendi – dice Piras –. Gli enormi danni ambientali, agli allevamenti e alle attività produttive ribadiscono la necessità di una svolta radicale nell'organizzazione delle campagne antincendio. Come ho più volte detto al ministero dell'Ambiente e al presidente della Regione. Ci sono silenzi colpevoli». Il deputato non punta il dito contro chi spegne le fiamme, ma contro la politica di spending review. «Si devono sottrarre alla morsa del Patto di Stabilità le risorse impiegate in questo settore per la mitigazione del rischio, l'assunzione di personale specializzato, le azioni dei Comuni e l'acquisto di mezzi». Piras accusa il sistema dei tagli che ha cancellato le risorse per la prevenzione. I Comuni e le Province non puliscono più il sottobosco. E gli incendi si moltiplicano.
Diana. Anche perché per fronteggiare i roghi c'è un piccolo esercito. 3 Canadair, 11 Elitanker, 9.700 uomini a terra, oltre 600 mezzi. Solo la Regione ha impegnato per questa campagna antincendio 56 milioni di euro. «Posso assicurare che le forze in campo sono adeguate – spiega il direttore generale del corpo forestale Gavino Diana –. Le forze ci sono, serve una mentalità differente. Si deve pensare all'attività di prevenzione. Davanti a incendi così vasti e numerosi ci potrebbero essere anche 50 aerei, ma non cambierebbe molto. Anche lo sforzo economico della Regione è altissimo. Ricordo poi che in tutta Italia ci sono 15 Canadair, in Sardegna ne abbiamo tre. Non credo che da questo punto di vista si possa chiedere di più. Il personale ha una grandissima professionalità. In queste ore siamo tutti mobilitati. In molti sono in servizio da oltre 24 ore. E se non ci sono state vittime lo si deve in particolare a queste persone». Diana mette in evidenza come sia indispensabile lavorare sulla prevenzione. «Se si affronta un incendio boschivo in cui le temperature raggiungono anche i 1200 gradi i lanci dell'aereo non servono a nulla. Si deve conoscere la dinamica del fuoco per affrontarla».
Pes. La deputata de Pd Caterina Pes presenterà una interrogazione ai ministri dell'Ambiente e dell'Interno. «Vorrei sapere se i mezzi e le risorse umane per prevenire gli incendi dolosi sono sufficienti – dice – o se il Ministro e la Regione, non ritengano opportuno mettere a disposizione altri mezzi. Sappiamo che per questa stagione la Sardegna dispone di tre Canadair, ma forse si deve fare ancora di più».
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