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Qatar: pronti a comprare ma l’ospedale è da rifare

di Serena Lullia
Qatar: pronti a comprare ma l’ospedale è da rifare

Appuntamento mercoledì a Milano con i tre commissari per acquistare l’edificio A guidare la delegazione della Qf ci sarà Guido Rossi, l’ex presidente della Consob

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OLBIA. L’offerta di acquisto per l’ex ospedale San Raffaele è pronta. La Qatar foundation la presenterà sul tavolo dei liquidatori mercoledì a Milano. Nel pool di legali che seguono la trattativa fallimentare per conto del gruppo dell’emirato c’è anche Guido Rossi, ex presidente di Telecom e Consob, commissario straordinario della Federcalcio all'indomani dello scandalo di Calciopoli.

Trattativa finale. La conferma che il Qatar tiene premuto il pedale dell’acceleratore per chiudere la trattativa arriva anche da Lucio Rispo, rappresentante della Qatar foundation endowment. «Nei prossimi giorni presenteremo l’offerta di acquisto – dichiara Rispo, a Olbia in audizione alla commissione Sanità della Camera – . Di certo serve un intervento di ristrutturazione massiccio. Costerebbe meno rifare l’ospedale nuovo che riadattarlo. Ma questa non è una critica. L’edificio è stato realizzato anni fa, nel rispetto delle regole della Regione e dello Stato vigenti allora e per soddisfare una richiesta di servizi diversa da quella attuale».

Lavori per 60 milioni. I liquidatori avrebbero valutato lo scatolone bianco alle porte della città 2mila euro al metro quadro. La struttura voluta dalla Fondazione Monte Tabor di Don Verzè è costata circa 185 milioni di euro. Il calcolo dei debiti con i creditori e le banche si aggira intorno ai 170 milioni di euro. Secondo un primo calcolo della Qatar foundation, solamente per riadattare l'ospedale alle nuove esigenze, servirebbero 60 milioni di euro.

Edificio fuori norma. Il nuovo San Raffaele è stato pensato con una attenzione particolare per la riabilitazione. Il 40 per cento dei posti letto sarà dedicato a questo servizio. «Ma né i bagni, né i corridoi, né gli ascensori sono a misura di paziente che deve essere riabilitato – aggiunge Rispo –. Tutto da riadattare. Anche gli impianti sono da rifare e nell’area c’è perfino un abuso edilizio».

Burocrazia stop. La data scelta per presentare l’offerta di acquisto non è casuale. All’inizio della prossima settimana arriverà il via libera definitivo alla delibera della Regione che accredita l’ospedale. Una delibera che dà certezze. «Fino a oggi non eravamo nelle condizioni di presentare una proposta di acquisto – aggiunge Rispo –. Non c’erano le certezze che arrivano dalla delibera regionale. Inutile comprare la macchina fino a quando non hai la patente». Rispo dà una lettura ottimista del futuro. Davanti non ci sarebbero più ostacoli burocratici su cui inciampare. «Tutte le questioni burocratiche sono state definite – commenta –. In questi mesi abbiamo lavorato con persone eccezionali per trovare un accordo. Abbiamo anche iniziato la creazione delle due aziende sarde con sede in Sardegna, già capitalizzate. Stiamo muovendo fondi nelle banche sarde. L'aspettativa che si è creata in questo territorio aumenta la nostra responsabilità e ci pone di fronte al dovere di fare la nostra parte nel migliore dei modi. Un dovere morale che va al di là degli aspetti contrattuali, nel rispetto di questa fantastica terra che ci ha accolto con così grande affetto». La data di metà luglio, indicata per la firma finale dell'accordo con il governo potrebbe essere rispettata.

La commissione frena. Frena l’ottimismo di Rispo il presidente della commissione Sanità della Camera, Pierpaolo Vargiu, Riformatori, a capo della delegazione di Montecitorio in visita al San Raffaele. «Non ritengo possibile che la firma arrivi a metà luglio – dichiara –. L'azione della commissione ha permesso di accertare che il Governo ha trattato questo investimento in modo straordinario, prendendo l'impegno di modificare due leggi dello Stato pur di renderlo possibile. Ma queste modifiche richiedono tempi non brevissimi».

Dubbi pentastellati. Con una interrogazione il deputato 5 stelle Massimo Baroni chiede di capire chi sia il negoziatore della trattativa con il Qatar. «Il negoziatore è Renzi o il governo Letta che è ancora il sottoscrittore degli accordi col Qatar? E i 50 milioni che spenderà all’anno la Regione per il San Raffaele verranno sottratte ad altre realtà sanitarie?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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