Pili: «Golpe contro l’Autonomia»
Il deputato di Unidos: «I partiti vogliono azzerare gli Statuti speciali»
CAGLIARI. Il deputato di Unidos, Mauro Pili, punta come fa di solito lui subito al bersaglio grosso: «I partiti nazionali, nessuno escluso, hanno organizzato un golpe strisciante per cancellare l’autonomia della Sardegna e le altre Regioni speciali». Il golpe, sostiene il parlamentare, si è materializzato negli emendamenti alla riforma costituzionale presentata dal governo Renzi e in discussione nelle prossime alla commissione Affari costituzionali del Senato. «Da un capo all’altro dell’arco parlamentare – scrive Pili – se si escludono i partiti autonomistici del Trentino, tutti gli altri gruppi, seppure con differenze molto minime, vogliono cancellare le competenze della Sardegna su ambiente, governo del territorio, energia, infrastrutture ed enti locali, per accentrarle di nuovo nelle mani dello Stato. Di fatto vogliono svuotare le Regioni a Statuto speciale e renderle ancelle di Roma». La prima richiesta di Pili è immediata: al Senato i relatori di maggioranza e minoranza devono «respingere con decisione qualunque tentativo che voglia cancellare immediatamente la norma di salvaguardia (cioè l’adeguamento degli Statuti entro due anni dalla riforma costituzionale) e invece destinata a mettere oggi al sicuro le Regioni speciali». Pili ricorda soprattutto quello che i costituzionalisti chiamano il «rapporto pattitzio fra Stato e Regione» e qundi «qualsiasi modifica di funzioni e competenze deve essere prima condivisa previa intesa». Secondo Pili, in queste ore, avviene l’esatto opposto: «Gli emendamenti al testo del Governo vogliono minare quel patto, con operazioni subdole e di una gravità istituzionale inaudita». Nell’annunciare il via del progetto «Cortes per l’autogoverno sardi», Mauro Pili fa l’elenco di quali competenze perderebbe la Sardegna se «passasse il partito trasversale del golpe». La Regione non avrebbe più il governo del territorio e dell’ambiente: «Ripasserebbe tutto sotto il controllo dello Stato e la Regione perderebbe, dopo questo colpo di mano, uno degli storici capisaldi dell’autonomia». Anche i Comuni sardi finirebbero di nuovo sotto il tallone dello Stato, oppure «sarebbe golpe» anche sull’ordinamento scolastico e l’istruzione universitaria, «ritornerebbero di esclusiva competenza dello Stato». Lo stesso accadrebbe, sostiene Mauro Pili, anche per l’energia, la gestione dei trasporti, le attività culturali, il turismo e l’ordinamento sportivo: «Lo Stato, a quel punto, riprenderà tutto in mano e addio Autonomia». Ora bisognerà vedere se i relatori di maggioranza e minoranza, al Senato, ascolteranno l’appello del parlamentare di Unidos, sollecitare il ritiro degli emendamenti, altrimenti sarà ufficializzato l’addio alle Regioni speciali.
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