La Nuova Sardegna

Un mondo di storie racchiuso in un’isola

di Fabio Canessa

Giù il sipario sull’XI edizione del festival letterario di Gavoi

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GAVOI. Raccontare le storie di chi le storie le racconta in libri di grande successo, spesso tradotti in diversi paesi del mondo, è da una parte appagante ma dall'altra si presenta come un compito ingrato. La necessaria sintesi giornalistica rischia di sconfinare facilmente in una approssimazione incapace di rendere la vera atmosfera di quello che si vive durante il festival letterario della Sardegna. Marcello Fois, presidente dell'associazione l'Isola delle Storie che organizza la manifestazione, lo dice sempre: «Bisogna venire qua per capire realmente cosa è Gavoi». Difficile dargli torto.

Le presentazioni dei libri finiscono per essere soltanto un “pretesto” per un turbinio di storie, di racconti di vita, di idee. Incontri che avvicinano davvero i lettori agli scrittori. Tanti presenti anche nell’undicesima edizione che si è chiusa domenica notte. Autori come Walter Siti o Fabio Stassi, scrittrici con molte cose da raccontare come Elvira Serra, Paola Soriga, Savina Dolores Massa. Senza dimenticare alcune incursioni eccellenti dal mondo dello stile, con Antonio Marras e Flavio Manzoni, e della fotografia con Mario Dondero. Presenza significativa, più che mai quest’anno, quella degli autori stranieri con l’islandese Audur Ava Ólafsdóttir, il francese Romain Puértolas, il rumeno Cezar Paul-Badescu, il lituano Sigitas Parulskis, la tedesca Katja Lange-Müller. Non tutti nomi magari molto conosciuti, ma scrittori che nei loro paesi (e non solo) sono dei big. Ma è proprio questo uno dei punti di forza del festival di Gavoi, proposte “alternative”, ospiti con qualcosa da dire, non figurine: «Non accettiamo imposizioni dalle case editrici e non ci interessa avere il personaggio televisivo con l’idea che può portare più pubblico - sottolinea Marcello Fois - A noi piace pensare che le persone vengano a Gavoi perché si fidano delle nostre scelte, per incontrare un autore che magari non conoscono e che finisce per diventare poi uno dei loro preferiti».

Si viene a Gavoi con questa curiosità e si torna a casa con la voglia di tornarci l’anno seguente. E ovviamente con qualche libro da leggere acquistato direttamente durante il festival. Magari con dedica dell’autore come ricordo di un piacevole incontro. Appuntamenti seguiti sempre da un pubblico numeroso. Anche se a occhio forse leggermente meno rispetto alle ultime edizioni. Sarà stata la concorrenza dei mondiali nelle giornate di venerdì e sabato? I numeri forniti dall’efficientissimo ufficio stampa parlano di circa 1.500 presenze agli appuntamenti in piazza Sant’Antriocru che hanno ospitato i cicli di incontri Mezzogiorno di fuoco, Storie di altri luoghi, dedicato alle voci straniere, e i due incontri delle 22.30. Le altre piazze - che hanno ospitato gli appuntamenti Dal Balcone, i Reading, e Altre prospettive - hanno tenuto una media tra le 500 e le 900 presenze. Posti esauriti con oltre 750 presenze anche a Lodine per il secondo anno protagonista di un appuntamento mattutino che ha portato nella bellissima piazza panoramica di San Giorgio il collettivo Wu Ming. Incontri tutti gestiti benissimo grazie al lavoro delle "magliette rosse", i volontari del Festival.

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