Cala Sinzias la Regione ritirerà il bando
L’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi: «L’area vicino alla costa di Castiadas non sarà venduta ai privati»
CAGLIARI. Un corto circuito. E’ quello che c’è stato - a giudizio della giunta Pigliaru - nel bando di vendita dei terreni della Sbs a Cala Sinzias. Cinque ettari di terra a un prezzo basso, (350 mila euro), perché le leggi ne impedivano comunque qualsiasi costruzione. Un corto circuito ma anche una tempesta in un bicchiere d’acqua, spiega l’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi: «Quel bando sarà revocato». L’atto di revoca non lo può fare l’assessore perché Sbs è una società per azioni; è stata la neo direttrice dell’Agenzia Laore, Maria Ibba, che si è insediata proprio ieri a impartire le disposizioni al commissario liquidatore di sospendere il bando e di ritirarlo. Coloro che avevano in mente di partecipare all’asta la cui chiusura è prevista per il 31 di questo mese, possono desistere.
Elisabetta Falchi ricostruisce la vicenda sin dalle origini: «La Sbs è una società per azioni partecipata al novantanove per cento dall’Agenzia Laore e all’uno per cento, (anche un po’ meno, Ndr), dalla Tre A di Arborea. È una società che si trova nello stato di liquidazione volontaria».
(Il commissario liquidatore, quindi, si trova nella condizione di dover fare cassa e da qui forse la messa in vendita dei terreni con una base d’asta che partiva da 350 mila euro in tutto, 70 mila euro per ettaro).
L’assessore Falchi continua: «È accaduto che quando sono stata nominata in giunta, ho saputo che erano in atto alcune procedure per l’alienazione di beni. Con il direttore di Laore ho voluto capire che cosa stava accadendo; da un report preciso ho preso atto che c’erano una serie di beni in vendita e mi ha preoccupata il fatto che Sbs è proprietaria di una serie di terreni sulle coste».
La questione di Cala Sinzias, una lingua di terra vicino a Castiadas, diventa un paradigma per capire cosa accade dentro la Società Bonifiche sarde. «Quei terreni rientrano tra i beni su cui la Conservatoria - che agiva come un organo tecnico - aveva dichiarato l’interesse ponendoli tra i beni non alienabili». Ed ecco il vero corto circuito raccontato da Elisabetta Falchi: «Quei terreni non acquisibili inizialmente dalla Conservatoria delle coste avrebbero dovuto essere acquisiti dall’assessorato agli Enti locali in base a una delibera della giunta Cappellacci del 2011. Il percorso non è andato avanti nel corso di questi anni anche per motivi legati alla spending review nazionale».
Quanto alla possibile revoca dell’incarico ad Antonello Melis, commissario liquidatore della Sbs, chiesta dal consigliere regionale di Sel Francesco Agus, ieri Elisabetta Falchi e il presidente della giunta, Francesco Pigliaru, non si sono sbilanciati: «Aspettiamo, ci sono problemi giuridici da valutare». Ma una cosa è certa: la posizione del commissario liquidatore, Antonello Melis, commercialista, nominato dalla giunta Cappellacci «è al vaglio».
Laore è una delle tre agenzie agricole su cui la Regione deve fare una valutazione; per statuto di deve occupare dell’attuazione dei programmi regionali per lo sviluppo rurale. Deve promuove lo sviluppo integrato delle campagne e la compatibilità ambientale delle attività agricole favorendo la multifunzionalità delle imprese, le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati.
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