La Nuova Sardegna

Bastano due scopine per salvare l’ambiente

di Sergio Ortu
Bastano due scopine per salvare l’ambiente

Alghero, un sistema semplice ideato dal gestore di un chiosco per pulire i piedi dei bagnanti e lasciare la sabbia nell’arenile

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ALGHERO. Alle volte piccoli elementari accorgimenti riescono a risolvere problemi per i quali in diverse occasioni si progettano interventi "faraonici". E' il caso della dispersione della sabbia nelle spiagge. E' stato stimato che quasi il 30% dei granelli di sabbia annualmente viene portato via dai bagnanti che se lo trasporta a casa attaccato ai piedi e agli indumenti (asciugamani ect.).Per ovviare a ciò il chioschetto sulla spiaggia di Poglina, per gli algheresi "La Speranza", ha avuto un idea molto semplice: due scopine di paglia attaccate alla staccionata, offerte gratuitamente ai fruitori della spiaggia, che in questo modo si ripuliscono piedi e ciabatte lasciando a "casa sua" la preziosa sabbia.

L'idea che potrebbe essere banale, al contrario è stata salutata con soddisfazione dai bagnanti che in questo modo non si riempiono l'auto di sabbia e allo stesso tempo contribuiscono al mantenimento di una risorsa fondamentale qual è la spiaggia e la sua sabbia bianca.

Certo due scopine non risolvono il problema, perché non tutti le utilizzeranno, ma l'idea di Pietro, il gestore del chioschetto di Poglina, rappresenta un importante attenzione verso l'ambiente e per i bagnanti un monito al rispetto dei luoghi. «Ritengo questa iniziativa decisamente qualificante ed un gesto di forte attenzione e rispetto nei confronti delle risorse naturali e in questo caso dell'ambiente spiaggia-commenta il sedimentologo dell'Università degli Studi di Sassari Vincenzo Pascucci- molto spesso si pensa a dispendiose passerelle sospese in legno con importanti costi di manutenzione, quando invece sarebbe sufficiente che ognuno di noi cercasse di lasciasse la sabbia al suo posto utilizzando come in questo caso una semplice scopina».

Ma se da un lato c'è chi pensa a tenersi la sabbia in spiaggia, c'è chi invece fa poco a nulla per evitare che il vento che disperda sulle strade. «Sarebbe utile che anche Alghero avesse più a cuore le sue spiagge urbane-conclude il sedimentologo dell'ateneo sassarese- la scelta dei muretti bassi sulla via Lido ed in particolare a San Giovanni è stata deleteria. Basta una maestralata e quintali di sabbia si riversano sulla via Garibaldi. Anche lì basterebbe un modesto incannicciato per scongiurare una erosione che ormai sta raggiungendo livelli di guardia. Basta vedere cosa è accaduto ieri con le raffiche di maestrale, con buona pace di turisti e dei chioschetti davanti alla passeggiata. Alle volte rinunciare ad uno scorcio di orizzonte può voler dire salvare una risorsa che da reddito a tante persone».

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