La Nuova Sardegna

Sequestro Licheri, disposta la perizia vocale

di Antioco Fois
Sequestro Licheri, disposta la perizia vocale

I giudici della corte d’appello di Perugia hanno affidato l’incarico a un fonico per individuare i rapitori

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PERUGIA. Sarà la prova scientifica a rideterminare la verità processuale sul sequestro di Vanna Licheri. Come nel caso di Yara Gambirasio bisognerà dare un nome a quello che è diventato “ignoto interlocutore”, finora riconosciuto in giudizio nell’ex allevatore di Mamoiada Pietro Paolo Melis, che in un'intercettazione di 19 anni fa discuteva particolari logistici sulla gestione dell'ostaggio. Il campione da analizzare non sarà però il Dna, ma una vecchia registrazione della voce dello stesso Melis, che verrà nuovamente comparata con quella captata dalle microspie della polizia nel '95. Se necessario verrà anche effettuato il “prelievo” di un nuovo campione, una nuova registrazione della voce dell'imputato, da confrontare con quelle dell’epoca, che 16 anni fa portarono in carcere Melis con una condanna a 30 anni. Eventualità che comunque ha trovato l'opposizione della famiglia dell’imprenditrice di Abbasanta rapita e mai più tornata a casa. L'avvocato Agostinangelo Marras, legale di parte civile anche nel nuovo processo di Perugia, ha definito una nuova acquisizione vocale a distanza di vent'anni non genuina e attendibile. La Corte d'appello di Perugia ha nominato ieri l'esperto che analizzerà al computer le due intercettazioni del settembre '95. Gianluca Rastelli, perito fonico umbro che ha già annunciato di avvalersi di un ingegnere per l'analisi matematica dell'impronta vocale delle due voci da comparare e del contributo di un glottologo, che dovrà essere un esperto dei dialetti delle zone della Sardegna, capace di distinguere termini, sintassi e inflessioni dei diversi paesi. Nei due dialoghi, finora prova fondamentale contro Melis, gli interlocutori intercettati in auto parlano di un appuntamento in una zona di campagna. «In cue, in Santu Cosomo, semusu in cue, in su cuvile nostru» (lì, a San Cosimo, siamo lì, nel nostro ovile), dice uno degli uomini la sera del 22 settembre. L'urgenza è che «bisonzata roba de...» («serve roba di...»), si legge nelle trascrizioni, «pessone», aggiunge un altro uomo intercettato. «Di persona», servono effetti per una persona, non per le bestie dell'ovile. L'appuntamento è per la domenica successiva, «a sa prima iscuricada», all'imbrunire. La domenica è il 24, data della seconda intercettazione ambientale. «A si trattare a ora de manizzu e roba, verso sas otto», dice una delle voci. Cioè «si tratterà ultimate le operazioni del bestiame, verso le otto». Ma uno dei due parlanti dice che «verso sas nove e mesa jeo so in Mamujada» («verso le nove e mezza io sono a Mamoiada»). Seguono indicazioni per un altro incontro, lungo la strada di San Cosimo, oltre il bivio per Sarule. Alessandro Ricci, uno degli avvocati impegnati nel dimostrare l'innocenza dell'ex allevatore di Mamoiada, ha già nominato Luciano Romito come consulente tecnico. Il docente nella sua consulenza di parte è già giunto alla conclusione che nessuna delle voci registrate dalle cimici corrisponda a quella di Pietro Paolo Melis. Il parere del perito della Corte arriverà, invece, dopo 60 giorni dall'inizio del suo incarico, quando il perito acquisirà le bobine custodite nei palazzi di giustizia di Cagliari.

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