Sovraffollamento in metà delle carceri sarde
Sette istituti su 12 hanno problemi di capienza, a Oristano i detenuti hanno presentato un reclamo
ORISTANO. Oltre la metà degli istituti penitenziari dell’’isola sono sovraffollati. Sette carceri su dodici registrano infatti una distribuzione di detenuti oltre la capienza prevista.
Lo rivela Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo diritti riforme”, con riferimento ai dati del Ministero della giustizia aggiornati al 30 giugno scorso.
Il problema è diffuso un po’ ovunque e addirittura a Oristano 72 detenuti hanno presentato un reclamo per denunciare le criticità del carcere di Massama. Detenuti sottoposti a regime di carcere duro che due giorni fa hanno avuto la possibilità di farsi ascoltare direttamente dal magistrato di Sorveglianza di Cagliari, Elisabetta Murgia. Una situazione di sofferenza esiste anche a Lanusei (47 detenuti su 32 posti) a Macomer (53 su 46) e Iglesias (96 su 62). A Tempio i posti regolamentari sono 167, contro 196 occupati, così come Sassari-Bancali dove a fronte di 363 posti sono recluse 376 persone, di cui 18 sono donne. La Casa circondariale di Cagliari infine dispone attualmente di 322 spazi regolamentari con 359 detenuti, 20 donne e 35 stranieri. Il reclamo dei detenuti di Oristano due giorni fa ha portato a un confronto con il giudice. Una quindicina di loro ha preso la parola direttamente, tanti altri hanno depositato tramite i propri legali delle memorie. Il clima è intuibile dall’indiscrezione trapelata di un allontanamento di un ergastolano dall’aula durante l’audizione. Del resto, i detenuti non hanno fatto altro che ribadire in prima persona le loro lamentele. Dal sovraffollamento nelle celle, vietato dall’articolo 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo, alle condizioni igienico sanitarie del carcere. C’è poi chi ha problemi con i collegamenti con l’esterno, e che per regime carcerario li ha centellinati e li vorrebbe vedere garantiti. Ci sono detenuti che la notte non riescono a dormire per il mal di denti o i problemi urologici, e che si trascinano forzatamente a forza di ad antidolorifici o antibiotici, perché non si riesce a ottenere una visita specialistica. Ci sono i detenuti che vivono in tre in celle da due persone. C’è chi rivendica attività rieducative e di reinserimento mai avviate, ma già sperimentate con successo in altre carceri. Il pubblico mistero ha però prodotto una relazione, stilata dagli agenti di polizia penitenziaria, e che ribatte alle rivendicazioni dei detenuti. Gli avvocati hanno proposto opposizione in blocco al documento del pm per l’impossibilità di analizzarlo dunque a interloquire. Il magistrato di Sorveglianza ha acquisito tutte le nuove carte, rimandando qualsiasi decisione alla prossima udienza, il 17 ottobre.
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