La Nuova Sardegna

i mestieri del verde

Mongiu: rilanciamo l’agricoltura

La presidente del Fai: «Dai campi può ripartire l’occupazione»

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CAGLIARI. Terreni agricoli all'agricoltura. Perché magari nei campi possono conservarsi, o addirittura sbocciare, posti di lavoro. Li chiamano i "mestieri del verde": la Sardegna deve puntare anche su quelli. È uno dei temi emersi dall'incontro di ieri del Fai, Fondo ambientale italiano. All'attacco la presidente regionale Maria Antonietta Mongiu. L'ex assessore alla Cultura ai tempi della giunta Soru è chiara: «Nei nostri territori– ha detto – c'è stata un'apocalisse. Le nostre terre sono state massacrate e consumate in una generazione». La soluzione e la rinascita? «Chi lavora nei campi – ha spiegato – deve essere pagato: l'agricoltura non può essere un'attività da dopolavoro». Un concetto ribadito da Innocenza Chessa, docente del dipartimento scienze naturali dell'Università di Sassari. «I ragazzi vogliono tornare nelle campagne. Ma deve essere assicurato un riconoscimento economico che renda redditizio il lavoro nei campi. Troviamo delle soluzioni per sfruttare in maniera innovativa ciò che produciamo». Con un'attenzione alle specialità delle produzione in contrapposizione alle colture uniformi. In poche parole: massimo rispetto dell'agrobiodiversità. «Sono le coltivazioni dei luoghi a definire il paesaggio». Come dire: la soluzione è già nella storia dei campi della Sardegna. Ma un ritorno all'antico non basta: bisogna sapersi confrontare con le tecnologie e le regole del mercato. (s.a.)

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