La Nuova Sardegna

Commemorazioni di pace

Asinara, la musica contro la guerra

di Antonio Ligios
Asinara, la musica contro la guerra

Cento anni di pacifismo da Igor Stravinskij all’opera di Antonio Doro

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Le “Commemorazioni di pace”, promosse dal Comune di Stintino ed altri enti per ricordare i profughi serbi e i prigionieri austro-ungarici che negli anni della Grande guerra furono portati all’Asinara, si sono chiuse con il previsto concerto intitolato “Uccidersi senza conoscersi” (da una frase di Emilio Lussu), prodotto dal Conservatorio Canepa, inserito all’interno del cartellone della rassegna “Suona francese – Suona italiano” e ospitato nella Sala Sassu del Conservatorio.

Il tema della tragedia della guerra, che ha per protagonisti innanzitutto uomini comuni, chiamati a formare gli eserciti e a combattere altri inconsapevoli uomini comuni, è stato declinato attraverso due lavori scritti a distanza di cento anni l’uno dall’altro: il primo – L’Histoire du soldat di Igor Stravinskij – appartiene al repertorio del Novecento storico, il secondo – l’“azione-ascolto” Contra guerra sonos del compositore sassarese Antonio Doro – è stato scritto appositamente per l’occasione e presentato in prima esecuzione.

Nell’Histoire, scritta nel 1918, il tema è quello della guerra vista dalla parte del soldato, ritratto – al di là delle allusioni al mito di Faust – come vittima di una ingiusta oppressione (il reclutamento forzato) ma anche come simbolo di una condizione umana tragica e di una pessimistica visione della vita. Precisa e coinvolgente l’esecuzione diretta da Andrea Ivaldi, alla guida di un ensemble formato da ottimi strumentisti, con l’incisiva recitazione di Sante Maurizi, che ha curato anche l’adattamento del testo. Anche il pezzo di Antonio Doro ha la sua genesi in una visione tragica dei conflitti bellici, che viene esplicitata però attraverso la creazione di una trama espressiva rarefatta, che richiede allo spettatore una grande concentrazione d’ascolto.

Il punto di partenza di questo lavoro, comune del resto ad altre precedenti opere di Doro, è la parola (i materiali verbali erano liberamente tratti da opere di Lussu, Mannuzzu, Satta e Sole, oltre che dalla testimonianza live di Luigi Pestalozza), che si compenetra misteriosamente con il suono musicale generato da un nutrito set di percussioni, da un piccolo coro a 8 parti reali e da molta elettronica. Insomma, un lavoro estremamente complesso, raffinato nelle sue scelte decisamente radicali, tra le quali ricordiamo due elementi che in fondo costituiscono il filo conduttore di Contra guerra sonos: la presenza di eventi sonori ridotti a tratti temporali e timbrici essenziali, quasi sospesi nel fluire del tempo, apparentemente non correlati l’uno all’altro, e un’idea del tempo musicale caratterizzato da una forte discontinuità.

Ottima l’esecuzione – molto applaudita – diretta da Gabriele Verdinelli, con cui hanno interagito, oltre ai percussionisti, un ensemble vocale ben preparato da Clara Antoniciello e il live electronics curato da Walter Cianciusi, Riccardo Sarti, Luca Spanu, Andrea Loriga e Paolo Pastorino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative