Muledda: «Vogliamo la verità su cosa è accaduto in questi anni»
SASSARI. Istituire una rete di controlli sanitari nei porti e negli aeroporti per impedire l'ingresso di merci che possano favorire l'introduzione nell'isola di malattie infettive endemiche come la...
SASSARI. Istituire una rete di controlli sanitari nei porti e negli aeroporti per impedire l'ingresso di merci che possano favorire l'introduzione nell'isola di malattie infettive endemiche come la «lingua blu» e per tutelare la biodiversità minacciata dal massiccio ricorso all'importazione di piante e animali destinati all'alimentazione.
Lo prevede una proposta di legge presentata dal capogruppo dei Riformatori in Consiglio Regionale, Attilio Dedoni, che ha chiesto in conferenza dei capigruppo di poter discutere il provvedimento con la massima urgenza. L'argomento sarà ripreso in una delle prossime riunioni della conferenza. «La proposta di legge è già stata presentata nella scorsa legislatura e licenziata con voto unanime dalla commissione consiliare competente, ma non è mai arrivata in aula - spiega Dedoni - da qui l'idea di riproporla e, alla luce dei recenti fatti di cronaca, di chiedere che il nuovo iter venga avviato senza ulteriori indugi. Il pesante ricorso all'importazione sta creando danni tali da minacciare la sopravvivenza del nostro comparto agroalimentare - aggiunge - la proposta di legge prevede che i controlli siano diretti e coordinati dal servizio prevenzione dell’assessorato regionale alla Sanità e che, nei porti e negli aeroporti, siano istituiti presidi di sanità marittima e aerea deputati ad ispezionare le merci secondo le direttive impartite dalle Asl competenti per territorio, avvalendosi del personale delle stesse Asl, dell'Arpa, dell'Istituto zooprofilattico e dell'Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari».
Per Gesuino Muledda, presidente dei Rossomori, ex assessore regionale all’agricolura con la giunta guidata da Mario Melis ora dev’essere « fatta piena luce sull'operato della struttura pubblica, dall'Assessorato allo Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. Per le eventuali responsabilità politiche e di funzionamento. Non è irrilevante - continua Muledda - riflettere sulla capacità di influenzare pervasivamente che i vertici ministeriali della sanità veterinaria, quelli indagati, avevano o potevano avere, sulle rappresentanze politiche e amministrative della Regione. Ancor più se sono notori i rapporti anche personali di figure professionali dislocate lungo la filiera. La presenza ulteriore di Romano Marabelli nel Consiglio di Amministrazione dello Zooprofilattico non è più procrastinabile. E la nomina di un Commissario e di un nuovo Collegio dei Revisori sarebbe decisamente un segnale di rispetto verso una opinione pubblica sempre più frastornata e, decisamente, piena di rabbia». Anche a Manca A Manca pro s'Indipendèntzia interviene sulla vicenda: «Al di là del procedimento penale, che giudicherà le responsabilità individuali dei dirigenti del Ministero della Salute e degli altri imputati - si legge in una nota del movimento indipendentista - noi vogliamo denunciare la palese responsabilità politica del sistema coloniale italiano che governa la Sardegna. Infatti ancora una volta è stato dimostrato che l'esistenza di un tessuto produttivo sano, autosufficiente e compatibile in Sardegna, non fa parte dei progetti che lo stato italiano ha per il futuro della nostra terra».
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