Ivan Cotroneo: «Tra cinema e tv steccati ormai abbattuti»
Intervista con lo sceneggiatore di serie televisive e web di grande successo. «Qui vedo ogni sera un pubblico eccezionale e penso che per noi c’è un futuro»
PORTO SAN PAOLO. Mancano storie, scrittori, sceneggiature. Manca chi sa raccontare l'Italia attraverso la commedia. Insomma: mancano gli eredi di Suso Cecchi D'Amico, Benvenuti, Age e Scarpelli. È questa la principale accusa che, da troppi anni, viene mossa al cinema tricolore. Oggi, però, c'è Ivan Cotroneo a sfatare questo falso mito. Le sue storie, la sue sceneggiature convincono critica e pubblico, ma soprattutto varcano i confini italiani ed europei. Per il terzo anno di fila l’autore e regista napoletano è ospite del festival di Tavolara. Ieri nella piazzetta di Porto San Paolo ha presentato il suo libro, "Un bacio", edito da Bompiani, che nel 2015 trasporrà in film curandone sia la regia che la sceneggiatura.
«Sono sempre più convinto che Tavolara e Piera Detassis portino fortuna – scherza, ma non troppo, Cotroneo –. Due anni fa abbiamo presentato qui il trailer di "Viaggio sola" di Maria Sole Tognazzi e adesso il film sta per uscire negli Usa. L'anno scorso sono ritornato con la serie "Una mamma imperfetta", che poi è stata venduta in tutto il mondo. Mi prenoto già per il 2015 con il trailer del nuovo film». Ma per lo sceneggiatore "Una notte in Italia" non è solo una rassegna portafortuna. Lui, in quelle oltre mille persone che ogni sera affollano l'arena sotto le stelle - che sia Porto Taverna, San Teodoro, Porto San Paolo o Tavolara non fa differenza - vede un segnale di speranza per il cinema. «Ogni volta rimango incantato. Finora ero sempre stato sull'isola di Tavolara nei giorni clou del festival. Quest'anno sono arrivato un po' prima - e prima purtroppo andrò via - e ho assistito alla proiezione alla Peschiera di San Teodoro. Quello che più mi affascina di questa manifestazione è vedere tutta quella gente che si muove solo per il cinema. Prende la barca, arriva a destinazione e attende seduta che inizi il film. È davvero qualcosa di fantastico. In un momento in cui si parla di crisi delle sale assistere a tutto questo mi trasmette molta fiducia sul futuro del cinema». Un cinema che oggi deve subire anche la forte concorrenza della tv. Sono sempre più numerosi attori, registi e sceneggiatori che si dividono tra piccolo e grande schermo. E Cotroneo è uno di questi. Anzi, è senza dubbio uno dei principali artefici del boom delle serie tv di qualità. Portano la sua firma le fiction Rai "Tutti pazzi per amore" e "Una grande famiglia", nonché la serie web "Una mamma imperfetta", che partita sul sito del Corriere è poi approdata su Raidue e ora si appresta a varcare l'Oceano. La fiction è stata, infatti, acquistata in Germania, Francia, Spagna, nonché dal network americano Abc. «Finalmente anche in Italia stiamo abbattendo gli steccati tra cinema e tv. Siamo arrivati un po' in ritardo, ma l'importante è che sia avvenuto. Sono tante le professionalità che oggi lavorano sia per il piccolo che per il grande schermo. Io, per esempio, anche in tv come direttore della fotografia scelgo Luca Bigazzi, lo stesso dei film di Sorrentino».
Cotroneo sta per tornare su Raiuno con una nuova serie in 24 episodi, con Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi, diretti da Riccardo Milani e Francesco Vicario. Ma accanto alla tv nel 2015 si dedicherà anche al cinema. Innanzitutto come sceneggiatore, insieme a Francesca Marciano, del nuovo film di Maria Sole Tognazzi prodotto dalla Indigo Film e distribuito da Lucky Red, che vedrà Margherita Buy e Sabrina Ferilli protagoniste di una rivisitazione del "Vizietto" in versione femminile. E poi ad aprile 2015, a 4 anni dal successo della sua opera prima "La kryptonite nella borsa", ritornerà dietro la macchina da presa per girare "Un bacio". «Sarà un film sulle prime volte – spiega il regista –. Il primo bacio, la prima festa, la scoperta del sesso, il primo tradimento, la prima violenza. In autunno partirò con i casting: vorrei attori nuovi, belle facce che non hanno mai fatto cinema o tv».
Cotroneo, dunque, è la faccia di quel cinema - ma anche di tv e letteratura - che funziona. «Ma sono in buona compagnia. Quest'anno ho visto cose che mi fanno ben sperare. Film come quelli di Pif - mettere in commedia la mafia non era facile - o "Smetto quando voglio" di Sydney Sibilia, un’opera molto poco italiana, o anche "Song 'e Napule" dei Manetti Bros, hanno cercato strade diverse rispetto alla commedia classica e hanno messo d'accordo critica e botteghino».
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