Tula, un paradiso fiscale sul lago
La strategia del sindaco: venite a vivere qui, le tasse sono tra le più basse d’Italia
TULA. Il nuovo paradiso fiscale non è nè un’isoletta nel mare dei Caraibi nè un principato del centro Europa, ma un paese di poco più di 1.500 abitanti che si trova a metà strada tra Sassari e Olbia. Tula, conosciuto per il lago Coghinas, i dolci, il parco eolico e per aver dato i natali al padre di Francesco Renga, si candida a diventare la nuova meta per chi è stanco di pagare troppe tasse. Il sindaco del paese, Andrea Becca, ha lanciato una vera e propria campagna acquisti per attirare nuovi residenti. Con l’obiettivo di risolvere, o comunque attenuare, i grandi problemi che i piccoli comuni devono affrontare da sempre: spopolamento, invecchiamento, occupazione. «Non ne potete più di tasse e tributi vari? Sognate una qualità della vita migliore? Pensate di cambiare Paese? Addio paradisi fiscali, escamotage bancari e atolli oceanici, la soluzione è Tula». Una strategia di marketing che il sindaco ha studiato insieme all’assessore alla Comunicazione, Francesca Violante Rosso.
L’amministrazione, infatti, di fronte al forte rischio di spopolamento a cui sono esposti quasi tutti i comuni dell’interno della Sardegna, ha deciso di applicare una forte riduzione dei tributi a carico dei residenti. Attuali e, questo è l’obiettivo della campagna promozionale, futuri. «Siamo tra i paesi italiani con la più bassa pressione fiscale – spiega Becca –. Abbiamo deciso di intervenire sulla Tari,stanziando 20mila euro da fondi di bilancio per introdurre agevolazioni tali da impedire l’innalzamento delle tariffe sia per le utenze domestiche sia per quelle non domestiche. In questo modo per alcuni l’imposta risulterà addirittura ridotta e in ogni caso sarà premiato l’impegno di chi effettua la raccolta differenziata». A Tula non è mai stata istituita l’addizionale Irpef e nel 2012 l’amministrazione aveva anche azzerato l’Imu sulla prima casa, sulle abitazioni non affittate dei residenti all’estero e su quelle degli anziani o di disabili residenti in istituti sanitari o di ricovero. Ora che l’Imu sulla prima casa non esiste più, a Tula hanno deciso di bloccare gli aumenti sugli altri immobili e di applicare l’aliquota base del 7,6 per mille. «L’amministrazione applica la Tasi solo per i fabbricati iscritti in D1, che sono pochissimi – dice ancora Becca –. Le altre categorie catastali sono state esentate. Il Comune ha poi adottato varie misure per rendere appetibile la vita nel territorio: dal bonus bebè al bonus per le famiglie con almeno 4 figli, dal contributo ai residenti in agro al rimborso viaggio totale per gli studenti». «Io consiglio di venire a vivere a Tula – aggiunge l’assessore Rosso –. Il paese è curato, la natura regala paesaggi incantevoli e seppure non manchino i comfort derivanti dalla moderna tecnologia, si può respirare una pace dal sapore antico». Un paradiso, insomma, non solo fiscale.
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