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La proposta: una scuola di formazione per i futuri manager delle Asl

«Se dipendesse da me, i direttori generali delle Asl, di fronte a un cambio di giunta, dovrebbero presentarsi dimissionari. E questo al di là del giudizio perché alcuni sono bravi». Lo ha affermato l’...

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«Se dipendesse da me, i direttori generali delle Asl, di fronte a un cambio di giunta, dovrebbero presentarsi dimissionari. E questo al di là del giudizio perché alcuni sono bravi». Lo ha affermato l’assessore Luigi Arru nel corso del convegno-dibattito sulla sanità in Sardegna. Arru si è trovato in pieno accordo con Beatrice Lorenzin, la quale ha sostenuto la necessità che i manager non siano politici ma tecnici con formazione specifica nel campo sanitario: «Facciamo una scuola di management sanitario», ha proposto Luigi Arru, «dobbiamo formare persone che non conoscano solo la contabilità ma che abbiano la capacità di gestire quella che è la parte più importante del sistema sanitario: le risorse umane». L’assessore alla Sanità inquadra il problema in un modello di sistema regionale: «Se non vediamo le cose in un’ottica più generale e non garantiamo il diritto alla salute a tutti i cittadini, tutto quello che si può fare non serve a niente. Si possono chiudere i piccoli ospedali ma i problemi non cambiano. E a proposito di piccoli ospedali stiamo attenti: c’è differenza tra un ospedale che si trova a venti chilometri da un grosso centro e un altro che magari è classificato di montagna, laddove ci sono problemi di densità abitativa». Sulla spesa sanitaria, la giunta vuole «fare le pulci» a ogni voce in uscita e per questo sarà istituito un tavolo specifico.

«Altro che sistema regionale», dice Luigi Arru riferendosi alle Asl, «io ho trovato tredici repubbliche indipendenti. Sono state fatte scelte da alcuni direttori generali senza che ci fosse un’armonizzazione». L’assessore ha sollecitato, nell’incontro con il ministro della Salute, una riforma della professione medica e per questo ha citato il modello inglese: «Dal 2012, indipendentemente dal titolo legale, il medico deve dimostrare a una commissione di suoi pari (quindi non amministrativi – ndr), di mantenere gli standard necessari». E la Lorenzin ha concordato: «Se non c’è misurazione di standard non si va da nessuna parte».

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