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Patto di stabilità, un dibattito di fuoco

Patto di stabilità, un dibattito di fuoco

Atteso domani in Consiglio lo scontro fra centrosinistra e centrodestra sull’accordo Governo-Regione

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CAGLIARI. L’accordo col Governo sul Patto di stabilità e il pareggio di bilancio di certo domani accenderà gli animi in Consiglio regionale. Nel pomeriggio, all’ordine del giorno è previsto il dibattito sulle dichiarazioni del presidente Francesco Pigliaru, che giovedì aveva ribattuto in aula alle accuse del centrodestra. Da quel giorno le posizioni sui vincoli di spesa aumentati quest’anno (più 364 milioni) e il pareggio di bilancio dal prossimo, non sono cambiate. Anzi, la minoranza ha continuato ad attaccare Pigliaru a testa bassa, con Forza Italia e tutti gli altri partiti (Riformatori, Psd’Az, Zona Franca, Udc e Fdi-An) scatenati nel denunciare «la svendita della Sardegna nelle mani del governo Renzi). In più proprio nelle ultime ore i Riformatori hanno fatto sapere: saranno loro a ripresentare quei ricorsi che la Giunta, com’è scritto nell’accordo, si è impegnata a ritirare entro il 16 settembre. Ritiro, tra l’altro, definito sconsiderato dal deputato Mauro Pili (Unidos) che ha detto: «Proprio quei ricorsi alla Corte costituzionale su Imu, spending review e risorse a favore degli enti locali valgono da soli 3,6 miliardi e se la Regione si cala le braghe, mi rivolgerò alla Corte dei conti per un evidente danno erariale».

La maggioranza di centrosinistra sull’accordo ha da subito fatto quadrato intorno al presidente Pigliaru e all’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, vero padre dell’intesa Governo-Regione. Subito dopo il discorso in aula, il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, era stato deciso nel dire: «Chi nel centrodestra oggi sbraita è lo stesso che nella passata legislatura non ha ottenuto nulla». Per poi dire con Daniele Cocco, capogruppo di Sel: «Noi del governatore ci fidiamo e poi manteniamo alta la guardia nei confronti dello Stato». A proposito di possibili fregature, in un’intervista a Sardiniapost, l’assessore Raffaele Paci è stato categorico: «Non ci sono rischi. Non abbiamo certo ipotecato i nostri diritti, nè quelli passati, nè quelli futuri, per poter spendere nel 2015 tutti i 6,8 miliardi del nostro bilancio regionale. Anzi, è in preparazione un dossier per ottenere da Roma altri 70 milioni». Ma domani, in aula, sarà comunque battaglia.

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