La Nuova Sardegna

sciopero all’eni

«A Sarroch è rischio chiusura»

«A Sarroch è rischio chiusura»

Ieri i lavoratori si sono fermati. I sindacati: «A rischio 400 posti»

30 luglio 2014
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CAGLIARI. La paventata chiusura di cinque raffinerie in tutta Italia e l’annuncio di un processo di ridimensionamento dell’industria chimica nelle strategie del gruppo Eni hanno portato ieri a uno sciopero nazionale dei lavoratori del settore.

Anche nell’isola i lavoratori della Versalis e di Sarroch hanno incrociato le braccia. In ballo nell’isola ci sarebbero 400 posti di lavoro tra diretti e indotto. «L’eventuale cessione di Versalis - dicono i sindacati - danneggerebbe un sito industriale come quello di Sarroch che ha forte prospettive di sviluppo e finirebbe per creare problemi alla stessa Saras». Ecco perché si parla dell’interesse dello stesso gruppo di Moratti a rilevare lo stabilimento Eni. Ma tra le ipotesi sul futuro di Versalis c’è anche quella di riconvertire gli impianti alla “chimica verde” sul modello di Matrìca di Porto Torres. I lavoratori coinvolti nello sciopero di ieri in tutta Italia sono stati oltre 30mila. Il “pomo della discordia” si legge in una nota, è la chiusura di tre raffinerie.

«L'annuncio choc dell'Eni di mettere in discussione l'intero impianto strategico della chimica e della raffinazione in Italia comporta pesanti ricadute sull'intero sistema industriale e occupazionale nel nostro paese, facendo terra bruciata sull'industria italiana» dicono i segretari generali di Filctem-Cgil.

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