La Nuova Sardegna

Alghero cresce, ma a vincere è il last minute

di Gianni Olandi
 Alghero cresce, ma a vincere è il last minute

ALGHERO. Una stagione particolare per quella che è stata la porta d'oro del turismo sardo, e vuole evidentemente continuare a esserlo. La Riviera del Corallo muove quest'anno un turismo nervoso,...

31 luglio 2014
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ALGHERO. Una stagione particolare per quella che è stata la porta d'oro del turismo sardo, e vuole evidentemente continuare a esserlo. La Riviera del Corallo muove quest'anno un turismo nervoso, fatto di vacanze più brevi, mordi e fuggi. E quindi con meno incassi per gli operatori del settore ed alcune evidenti contraddizioni che interessano soprattutto il comparto alberghiero tradizionale.

«I nostri aeroporti – dice Giorgio Macciocu, presidente di Federalberghi Sardegna – stanno concretizzando un ottimo lavoro a giudicare dai numeri che vengono rilevati sul traffico dei passeggeri. Anche il trasporto marittimo sta dando segni positivi di flussi ma noi non riscontriamo nei nostri impianti analoghe crescite». «La gente – prosegue – arriva in numero superiore al passato, eppure il nostro settore sta mantenendo le posizioni dello scorso anno. Con un fatturato che, come ci segnala qualche nostro iscritto, in alcuni casi si rivela addirittura inferiore». Resta quindi grande attesa per il “last minute”.

La crescita dei flussi di traffico accennata dal presidente di Federalberghi Sardegna viene confermata da Mario Peralda, direttore generale della Sogeaal, la società di gestione dell'aeroporto di Alghero. «Raccogliamo i frutti di una programmazione avviata da circa 4 anni – afferma – Programmazione alla quale, in corso d'opera, forniamo adeguati supporti che stanno consolidando le previsioni. Non è un caso che dal 2010 abbiamo battuto tutti i record nella storia del traffico aeroportuale». Ed ecco la conferma: «Arriva più gente ma i nostri numeri di accoglienza sono stazionari».

La constatazione giunge da Macciocu che evidenzia una corposa crescita di arrivi turistici che probabilmente sceglie altre strade rispetto alla ricettività tradizionale. «È un periodo – sottolinea ancora – nel quale non sentiamo vicino il supporto istituzionale. Non lo sentiamo nella promozione, che ha subito una battuta di arresto in coincidenza delle elezioni, ma non lo sentiamo neanche sul piano strutturale». «La maggior parte dei nostri alberghi ha oltre 40 anni – sostiene il presidente di Federalberghi Sardegna – ma le restrizioni di tipo tecnico e normativo non ci consentono di adeguarci, di riqualificare gli impianti e quindi di essere competitivi verso un mercato sempre più spietato quale è diventato ormai quello che si affaccia sul Mediterraneo». L'albergatore evidenzia poi un problema che ha assunto rilievo: il clima. «Certo, stiamo assistendo a una comunicazione meteo a volte approssimativa - dice – Ma c’è comunque una frequenza di periodi di maltempo che in passato non conoscevamo». «La riqualificazione dei nostri alberghi – precisa infine – ha anche la funzione di sopperire a queste situazioni avverse, attraverso l’offerta di servizi. Faccio un esempio: una piscina coperta. Dotazioni che potrebbero consentire anche l'allungamento della stagione e quindi ricadute occupazionali non secondarie».

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