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La Sardegna arretra ancora: Pil, in 5 anni calo del 4,4%

ROMA. L’Italia continua a essere spaccata in due. Secondo stime Svimez contenute nel Rapporto di previsione territoriale si registra nell’anno in corso una crescita modesta limitata al solo...

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ROMA. L’Italia continua a essere spaccata in due. Secondo stime Svimez contenute nel Rapporto di previsione territoriale si registra nell’anno in corso una crescita modesta limitata al solo centronord. A livello regionale il 2014 ha infatti registrato un segno negativo solo nelle regioni del Mezzogiorno, mentre crescono il centro (+0,2), il nordest (+1,4) e il nordovest (+1,5). Nel Mezzogiorno la caduta più contenuta è in Abruzzo (meno 0,4). Seguono Molise e Puglia che perdono lo 0,7, Basilicata e Sardegna lo 0,8, Campania e Sicilia lo 0,9. Fra le regioni del Mezzogiorno anche per il 2015 i segni sono tutti negativi, ma oscillano tra il meno 0,1 per cento dell’Abruzzo e il meno 0,5 della Calabria. Quanto all’occupazione, l’Italia si conferma spaccata in due, con le regioni meridionali con segni negativi sia nel 2014 che nel 2015. La regione con il Pil pro capite più elevato nel 2013 è stata l’Abruzzo (21.845 euro). Seguono Molise (19.374) e Sardegna (18.620). La regione più povera è la Calabria, con 15.989 euro. Fra il 2008 e il 2013 il Pil della Sardegna è diminuito del 4, 4 per cento. Negli anni di crisi dal 2008 al 2013 il Sud ha perso il 13,3 per cento contro il 7 del Centro-Nord.

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