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Tirrenia promette: «Trasferiremo la sede in Sardegna»

Tirrenia promette: «Trasferiremo la sede in Sardegna»

Firmato l’accordo con la Regione. Tasse per 27/28 milioni Confermati i tagli a Cagliari e Arbatax, ma ci sono gli sconti

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CAGLIARI. La grande notizia forse arriverà a settembre, quando il consiglio d’amministrazione di Tirrenia-Cin potrebbe annunciare, come promesso alla Regione, il trasferimento della sede legale da Napoli a Cagliari. Al di là del colpo di scena e chissà di come reagiranno i campani – da sempre credono che la compagnia di navigazione sia loro – la Sardegna incasserebbe subito 27-28 di milioni fra Iva e tasse varie: non male. Ma un mese dopo, a ottobre e fino ad aprile, i sardi dovranno capacitarsi anche di altro: la Cagliari-Civitavecchia da giornaliera diventerà trisettimanale, la Genova-Olbia salterà l’attracco di Arbatax e l’unica tappa nel porto ogliastrino sarà garantita due volte alla settimana proprio dalla Civitavecchia-Cagliari. In totale, ma è solo un esperimento, saranno tagliate 74 corse, che permetteranno alla Tirrenia di risparmiare 10-12 milioni su quelle tratte ora in perdita, senza però che siano intaccati i 52 milioni l’anno ricevuti dal 2012 dallo Stato per garantire la continuità marittima. In cambio i sardi avranno la certezza che per loro e gli emigrati i biglietti costeranno sempre il 50 per cento in meno della tariffa base e nei fine settimana con 120 euro (due passeggeri più auto, cabina e cena inclusa) potranno andare e ritornare dalla terraferma. Nello scambio, c’è qualcosa di buono anche per gli autotrasportatori: avranno la sicurezza che il prezzo per l’imbarco delle merci non aumenterà e nonostante l’ultima tariffa speciale scadesse proprio ieri, da oggi sarà sempre intorno ai 35 euro per un camion rimorchio di 11 metri. In più le corse merci da e per Livorno da cinque diventeranno sei alla settimana. Infine, quest’estate, la compagnia assumerà un’altra trentina di marittimi sardi dopo un primo ingaggio di 38 già in servizio. È questo in sintesi, nel dare e nell’avere, l’accordo, dieci i punti, firmato dalla Regione con la Tirrenia-Cin. Tutti soddisfatti? L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana sì, «ma lo saremo di più quando metteremo mano, l’anno prossimo, all’attuale convenzione Stato-Tirrenia che non ci piace, abbiamo subìto e vogliamo riscrivere dall’inizio alla fine». Soddisfatto anche il presidente di Cin, Ettore Morace, che, come voleva da tempo, è riuscito a riorganizzare il traffico su rotte da sempre antieconomiche, che – per fare un esempio – finora hanno superato appena il 3 per cento (come accade nella Cagliari-Civitavecchia) del coefficiente di riempimento, cioè hanno viaggiato pressoché vuote, con una media di 50 passeggeri, 14 auto e 15 rimorchi, come si legge dal diario di bordo della Civitavecchia-Cagliari del 30 marzo. Insomma, tutti soddisfatti (le reazioni politiche sono ben diverse) in attesa di rifare per intero il contratto. «È stata una lunga e paziente negoziazione – ha detto l’assessore Deiana – ma di certo i rapporti con la Tirrenia sono cambiati e abbiamo cominciato a discutere del futuro». Tra i soddisfatti c’è anche il presidente della commissione Trasporti del Consiglio regionale, Antonio Solinas: «L’accordo – ha detto – è un passo decisivo per trasformare la Tirrenia in una vera compagnia dei sardi per i sardi». Anche per Ettore Morace «è questo il passo giusto per riscrivere una convenzione che risale al 2008, faceva parte del bando per la privatizzazione di Tirrenia, e subita anche da noi. Ora con la Regione abbiamo cominciato a dialogare e possiamo decidere insieme da qui al 2020, data di scadenza della convenzione, come ridisegnare la mappa del traffico passeggeri e merci». La promessa della sede? «Per noi – ha detto Morace – è un atto dovuto visto che l’80 per cento del fatturato lo produciamo in Sardegna». Bisognerà vedere se il trasloco a Cagliari sarà gradito agli altri soci di Cin, a cominciare dall’armatore Vincenzo Onorato, che proprio con il consiglio di amministrazione presieduto da Morace è in guerra. (ua)

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