Non riusciva ancora ad accettare la fine del loro rapporto
SASSARI. Una separazione conflittuale, litigi continui e discussioni anche per strada. Ogni incontro si trasformava in un dramma. Paolo Cozzolino non aveva mai accettato la fine del rapporto con la...
SASSARI. Una separazione conflittuale, litigi continui e discussioni anche per strada. Ogni incontro si trasformava in un dramma. Paolo Cozzolino non aveva mai accettato la fine del rapporto con la moglie e le reazioni avevano portato la donna a presentare anche una denuncia ai carabinieri e segnalare - anche in altre occasioni - i comportamenti dell’ex marito. Una situazione esplosiva che, però, sembrava destinata a risolversi - come tante - con l’intervento degli avvocati e i primi pronunciamenti del giudice. Ma proprio il provvedimento del Tribunale che nei giorni scorsi ha disposto l’affidamento della casa della coppia alla donna potrebbe essere uno degli elementi che ha scatenato la violenta reazione di Paolo Cozzolino. L’uomo era fuori di testa, chi l’ha visto in giro ieri mattina ha avuto l’impressione che non si curasse di quello che gli succedeva intorno. Non ha salutato, camminava veloce, sembrava pensare ad altro.
Da Porto Torres a Sassari in meno di venti minuti. Sapeva che Patrizia Nocera aveva il turno di lavoro a mezzogiorno alla residenza per anziani, Ha parcheggiato l’auto e si è messo ad aspettare. Poi l’aggressione, una violenza inaudita, tanto da fargli credere di avere ucciso la donna.
Paolo Cozzolino è uno di quei ragazzi nati e cresciuti nel quartiere popolare di Balai a Porto Torres, dove si conoscono tutti. Dopo avere vinto il concorso, era entrato a fare parte del corpo della polizia penitenziaria. Una lunga esperienza nel carcere dell’Asinara, poi il passaggio a San Sebastiano. Lavoro complesso, turni e carichi di stress, tensioni. Aveva scelto la corsa, si allenava ogni volta che poteva. Nella pista ciclabile della sua città, di fronte al mare e per strada. Chilometri su chilometri per essere uno delle maratone. Partecipava alle gare riservate agli amatori.
In questi giorni non era al lavoro Paolo Cozzolino, per lui un periodo di congedo per problemi di salute. Una malattia che - uno dei colleghi - ieri ha lasciato intendere fosse collegata proprio alla difficile situazione familiare che stava vivendo.
«L’aveva presa male – ha spiegato – non c’era verso. Non ne parlava volentieri, in questi casi i consigli lasciano il tempo che trovano, ognuno sa di se stesso».
La notizia del grave episodio ha fatto il giro in poco tempo, a Porto Torres e nella struttura penitenziaria di Bancali. E le reazioni sono state quelle di incredulità, anche di condanna per un gesto che poteva avere conseguenze tragiche.
«Non ci credo – ha raccontato ieri sera una vicina di casa della coppia, nel quartiere di Serra Li Pozzi, dove dopo la separazione sono rimaste la donna e il figlio – non si può arrivare a questi livelli. Sapevo della separazione e anche delle difficoltà, ma mai avrei immaginato che lui potesse arrivare a tanto».
Le amiche di Patrizia Nocera avevano raccolto le confidenze della donna. Sapevano di quanto stesse soffrendo per quell’atteggiamento ossessivo dell’ex marito che non ne voleva sapere - nonostante i passaggi in Tribunale - di mettere la parola fine al loro rapporto.
«Forza non devi mollare, sei l’amica che tutte vorrebbero avere», questo il messaggio di chi l’aveva incontrata il giorno prima.
E anche chi aveva pensato che la situazione familiare potesse migliorare dopo la separazione e la definizione di un provvedimento da parte del giudice, ieri ha fatto una riflessione che non ha bisogno di interpretazioni: «Paolo era molto strano negli ultimi giorni, non avrebbe mai fatto del male a nessuno, non è mai stato un violento. Ha perso la testa, forse aveva bisogno di aiuto e nessuno se n’è accorto. Ma è facile parlare dopo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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