La Nuova Sardegna

Allarme in Europa, rivincita dei “falchi”

di Lorenzo Robustelli
Allarme in Europa, rivincita dei “falchi”

Il commissario Katainen: «Ora ci attendiamo un impatto negativo sulle finanze pubbliche»

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BRUXELLES. Qualcuno a Bruxelles sorride quasi soddisfatto: «L’avevamo detto che finiva così». I nuovi dati sul Pil italiano, che fanno sembrare esageratamente ottimistiche le ultime previsioni della Commissione europea, riportano Roma sotto la lente d’ingrandimento dell’Unione europea. La luna di miele concessa a Matteo Renzi è finita, da ieri un’Italia ufficialmente in recessione deve abbassare la testa (si aspetta Bruxelles) e lavorare sodo a qualche riforma concreta che possa muovere verso l’alto qualche indice, che non sia quello della disoccupazione.

I risultati del Pil sono nettamente peggiori anche rispetto alle previsioni della Commissione, che per il secondo trimestre di quest’anno avevano indicato una crescita dello 0,3%. Tutto ciò accade proprio mentre si sta negoziando la composizione del nuovo esecutivo comunitario e questa brutta performance colpisce anche i francesi, che navigano in acque non migliori delle nostre, e che lottano per avere il posto di commissario agli Affari economici. I tedeschi non vogliono darglielo perché dicono che quella posizione «ha un valore simbolico» e non la si può concedere a chi non fa i «compiti a casa». La situazione di stallo nei conti francesi e il cattivo andamento di quelli italiani non fa che rafforzare a Bruxelles la posizione di chi dice che nulla può essere concesso a chi non si mostra più che affidabile. Roma e Parigi rischiano di finire nell’angolo dei cattivi.

E ieri non si è fatto pregare il falco Jyrki Katainen, l’ex premier finlandese che ora è commissario agli Affari economici che vorrebbe restare tale anche con la nuova Commissione, per gettare nuovi semi di incertezza. «Ci attendiamo un impatto negativo sulle finanze pubbliche» dai dati deludenti sul Pil italiani. Ma «è troppo presto per aggiornare le previsioni sul deficit che saranno pronte a novembre», assieme alle valutazioni sui piani di bilancio per il prossimo anno, ha affermato il portavoce di Katainen, Simon O’Connor. «Sfortunatamente i dati indicano che in Italia la ripresa è destinata ad essere ulteriormente ritardata».

Sul fronte internazionale ieri è stata dura per Renzi: anche il Wall Street Journal in un durissimo articolo ha polemizzato con il premier accusandolo di aver «parlato molto di come trasformare l’Italia, e il risultato alle europee ha mostrato che avrebbe il sostegno popolare per farlo», ma finora, «sono stati compiuti pochi progressi sulle riforme al sistema giudiziario e al mercato del lavoro, entrambi vitali per la crescita». Secondo il quotidiano «l’interminabile recessione» italiana è «un problema non solo per Roma, ma per l’intera eurozona. A meno che Renzi non cominci a mantenere le sue grandiose promesse - ha scritto Richard Barley sul quotidiano americano - ci potrebbero essere dei problemi in futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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