La Nuova Sardegna

Allevi, dialogo d’amore con il piano

di Serena Lullia

Il compositore ha incantato il pubblico di Porto Rotondo con la sua musica

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PORTO ROTONDO. Quasi si commuove ogni volta che viene travolto dall'applauso del pubblico. Giovanni Allevi raccoglie imbarazzato l'entusiasmo dell'anfiteatro di granito. La mano destra sul petto, la testa riccia flessa in un inchino, il corpo piegato, il sorriso di un bambino timido. Il 45enne compositore che con la musica classica fa numeri da postar, non porta solo le sue note nel cuore del borgo. Ma anche la sua fragilità di uomo, le sue ansie. Che sui tasti bianchi e neri diventano note estroverse, talvolta impertinenti.

Allevi è il primo ad emozionarsi nell'accarezzare il pianoforte. Sorride rapito mentre dirige l'Orchestra sinfonica italiana, ringrazia i musicisti uno per uno, come se gli avessero fatto un grande dono nell’eseguire le sue composizioni.

In prima fila ad applaudire direttore d'orchestra in jeans, t-shirt e scarpe da ginnastica, c'è il conte Luigi Donà Dalle Rose. È stata sua l'intuizione di portare Allevi a Porto Rotondo per festeggiare con la musica a 5 stelle i 50 anni del borgo. Non una scelta casuale. Il conte sogna una seconda vita per la sua Venezia di Gallura, che sappia essere amata anche dalle nuove generazioni. E sulle scalinate dell'anfiteatro creato da Mario Ceroli Allevi trascina centinaia di under 40. Perché la sua grande forza è arrivare al cuore della gente. Con la semplicità delle sue imperfezioni e dando contenuti contemporanei alla musica dalle forme classiche.

Sul palco l’artista di Ascoli Piceno percorre un po' la sua storia personale, che è poi una continua dichiarazione d'amore alla musica, come lo splendio brano “Secret love”. Con “Monolocale 730” Allevi ricorda il momento in cui ha trasformato in note la forza positiva di un raggio di sole rosso, entrato nel suo appartamento quando faceva il cameriere per vivere e nel frattempo scriveva musica. Il tempo nell'anfiteatro si ferma mentre il maestro Allevi porta avanti un appassionato dialogo d’amore con il pianoforte. Il pubblico resta con il fiato sospeso fino all'ultima nota che Allevi chiude ogni volta con un gesto da antico cavaliere, la mano che disegna piccoli cerchi verso la testa. Applauso. Lui si inchina di nuovo, parla con il suo pubblico. Cantastorie timido. Con un filo di voce, ride delle sue ansie e parla di emozioni. Come con “Cassetto” e con uno dei suoi brani più famosi “Come sei veramente”. «Perché solo chi ama – dice Allevi – sa vedere l'altro per come è veramente».

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