Dalla Regione 300 milioni ai Comuni
L’Anci ad Abbasanta incontra l’assessore Paci che garantisce 200 milioni, gli altri 100 arriveranno dall’accordo con Erriu
INVIATO AD ABBASANTA. Oggi la Regione metterà la firma sull’accordo che eviterà ai comuni sardi il tracollo finanziario, staccherà un assegno di circa 200 milioni di euro che darà una boccata d’ossigeno agli enti locali ormai al limite della sopravvivenza. E altri 100 milioni ieri in serata sono stati messi a pagamento dall’assessore Cristiano Erriu per consentire a comuni e province di non ricorrere alle anticipazioni di tesoreria. Insomma, la rivolta delle fasce tricolori ha dato i suoi primi frutti. Ieri oltre 200 sindaci di tutta l’isola si sono ritrovati ad Abbasanta per denunciare lo stato comatoso in cui versano le loro casse. Un accorato appello a cui la Regione non è rimasta indifferente. L’assessore al Bilancio, Raffaele Paci, presente al raduno, si è detto pronto ad andare incontro alle loro richieste. Non a tutte, ma a una buona parte. E così oggi Paci incontrerà a Cagliari Pier Sandro Scano, presidente Anci, e Giuseppe Casti, numero uno del Cal, ai quali l’assemblea dei sindaci ha conferito il mandato di trattare con la Regione. Un faccia a faccia in cui saranno definiti i termini dell’accordo che in larga misura sono stati già annunciati ieri ad Abbasanta.
Entro settembre nelle casse dei comuni arriveranno circa 200 milioni di euro. Un tesoretto che permetterà ai sindaci di evitare la bancarotta e garantire se non la salvezza, almeno la sopravvivenza dei loro enti. Paci ha assicurato che la metà dei 320 milioni di euro frutto dell’intesa tra il governo e la Regione - in realtà sono 364, ma 44 sono vincolati al contratto di servizio con Trenitalia - sarà riservata alle amministrazioni locali. «Dividiamo in due la cifra e ne rimangono 160 – ha spiegato l’assessore –. Di questi una parte, 60 milioni, potranno essere spesi senza tenere conto dei vincoli del patto di stabilità, 40 li riserveremo al Fondo unico degli enti locali e altri 60 li utilizzeremo per pagare i crediti vantati per le opere delegate». A questi poi vanno aggiunti altri 45 milioni, che potrebbero scendere a 35, a titolo di parziale ripristino dei 55 milioni di accise che nel 2013 la Regione aveva incamerato nel Fondo unico. Al tesoretto mancano comunque i 60 milioni che lo Stato aveva stanziato nel 2013, ma quest’anno la Regione, nel periodo di interregno tra Cappellacci e Pigliaru, ha dimenticato di chiedere entro la scadenza.
Nell’incontro a Cagliari i sindaci oggi proveranno a strappare qualche milione in più alla Regione. Scano, infatti, ha posto come condizioni irrinunciabili al sì all’accordo la previsione di 70 milioni - anzichè 60 - per superare i vincoli del patto di stabilità e nessun taglio al Fondo unico. «Questi soldi ci servono per sopravvivere – ha detto Pier Sandro Scano, sindaco di Villamar, da qualche settimana al timone dell’Anci –. Non siamo tutti nella stessa situazione e, dunque, non dobbiamo dare ai comuni più liquidità più di quanta gliene serva. Questo è un ragionamento che bisogna fare anche per il futuro quando verranno ripartite le risorse. Noi pretendiamo di essere coinvolti, perché è dovere dare il nostro contributo e stabilire insieme le priorità». «Comuni e province hanno contribuito più di tutti al risanamento della finanza pubblica – ha aggiunto Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia e presidente del Cal –. Non possiamo supportare ulteriori tagli». Immediata la replica dell’assessore Raffaele Paci, che dopo aver dato rassicurazioni sull’intesa da 364 milioni con il governo - «non ci hanno fregato, ma terremo comunque la guardia alta» -, si è soffermato sulle richieste dei comuni. «Le risorse che abbiamo, è inutile negarlo, sono scarse. In questi casi serve grande equilibrio. E credo che l’accordo che andremo a firmare sia un buon punto per superare l’emergenza. Ma già da domani dobbiamo lavorare a una politica seria di bilancio. Bisogna smettere di vendere promesse. Io di certo non ne farò».
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