La Nuova Sardegna

Fuoco tra i bagnanti nel Sinis L’Oristanese assediato dai roghi

di Elia Sanna
Fuoco tra i bagnanti nel Sinis L’Oristanese assediato dai roghi

Allarme generale esteso a tutta la provincia: non ci sono stati feriti, ma soltanto grande paura Diversi gli interventi di vigili e forestali anche nel Medio Campidano e vicino a Carbonia

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ORISTANO. Le fiamme tra i bagnanti ma per fortuna non ci sono stati feriti. Quello che si temeva alla fine è accaduto: il forte vento di libeccio e i quasi 40 gradi hanno messo a dura prova per tutto il pomeriggio l'apparato regionale antincendio. Samugheo, Mari Ermi e la zona di Abba Rossa sono state le più aggredite dagli incendi nella giornata più calda dell'estate.

L’allarme è scattato soprattutto nelle spiagge del Sinis per il grande incendio che ha messo in fuga i bagnanti nella zona di Mari Ermi. Le fiamme sarebbero partite da una cunetta poco dopo le 14 e, sospinte dal vento, si sono propagate a stoppie e campi di erbacce. La situazione è diventata preoccupante quando il fuoco ha minacciato i chioschi a ridosso della macchia mediterranea. Tra i bagnanti c’è stato qualche minuto di paura. Molti turisti hanno cercato di mettere al sicuro le auto, altri sono scappati subito. Ma gli uomini dell’antincendio hanno invitato tutti a restare in spiaggia, perché in quel momento era di certo l’unico posto sicuro.

Vigili del fuoco, forestale ed Ente foreste hanno lavorato per oltre due ore prima di spegnere il rogo e mettere anche al sicuro i chioschi bar e centinaia di auto parcheggiate ai bordi della stradina bianca che costeggia la spiaggia. È stato determinante anche l'intervento degli elicotteri. Oltre al grande spavento il bilancio della giornata, parla di circa 3 ettari bruciati di stoppie e macchia mediterranea.

A Samugheo invece le squadre a terra e gli elicotteri hanno salvato il bosco. Ad Abba Rossa l'incendio ha lambito il cantiere navale e un depuratore. L'allarme rosso è scattato qualche minuto dopo le 13 anche nella zona di Accoro, tra il fiume e il bosco che sovrasta Samugheo. Le fiamme, pare partite dalla strada per Atzara, si sono propagate in poco tempo a causa del forte vento di libeccio che ha soffiato per quasi tutta la giornata. La segnalazione è arrivata al Centro operativo di Fenosu, che ha predisposto gli interventi immediati, facendo convogliare sul posto diverse squadre, i vigili del fuoco di Ghilarza e anche gli operatori dell'Ente foreste. Le fiamme hanno aggredito macchia bassa e pascolo alberato e hanno puntato verso il rimboschimento. A dare man forte alle squadre a terra sono arrivati anche due elicotteri della Protezione civile. Il forte vento, come detto, ha reso difficili le operazioni anche per via della zona impervia. Dopo oltre tre ore però le fiamme sono state spente proprio a ridosso della zona boscata. Anche se il bilancio è ancora in fase di accertamento le fiamme avrebbero ridotto in cenere circa otto ettari.

Due ore di lavoro per l'apparato antincendio, nella zona di Abbarossa e del porto industriale. Sono andate a fuoco erbacce a ridosso del cantiere navale, mai aperto. Un altro focolaio è stato domato tra i canneti che lambiscono il depuratore del Consorzio industriale. Su tutti gli incendi di ieri indaga il nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale di Oristano.

Un incendio è scoppiato anche nelle campagne tra Samassi e Sanluri, nella provincia del Medio Campidano. Il rogo si è sviluppato in un campo di sterpaglie dove per fortuna non c’erano abitazioni. I vigili del fuoco di Sanluri, insieme agli uomini del Corpo forestale, hanno lavorato più di un’ora per spegnere le fiamme e proteggere un fienile che si trova nelle vicinanze.

Fiamme anche a Barbusi, vicino a Carbonia: sono andati a fuoco otto ettari di macchia mediterranea. Sul posto, oltre a vigili del fuoco, è intervenuto anche un elicottero. L’allarme è stato generale per tutta la giornata di ieri e in gran parte della Sardegna, con la centrale operativa dell’antincendio messa più volte sotto pressione dalle numerose chiamate.

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